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Le donne e i mestieri del mare

Nella foto: Il tavolo del dibattito

LIVORNO – Un unico, piccolo dispiacere: nel pomeriggio di giovedì scorso nella grande sala del palazzo dei portuali, come pubblico eravamo poco più d’una ventina, Maledettamente pochi, sia per l’argomento, sia perché erano state annunciate anche autorità del porto che non si sono viste. Onore al sindaco Luca Salvetti, che almeno è intervenuto per mezz’ora, ha salutato e ha ricordato Livorno come la città dell’accoglienza e della storica parità di gender.

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Al tavolo delle presentazioni c’erano Barbara, good looking come sempre, la presidente nazionale di Wista Costanza Musso, come moderatrice del dibattito la giornalista TV Silvia Meccheri e il presidente dei lavoratori portuali Enzo Raugei. Unico uomo, non se l’è cavata male: ricordando che la Compagnia ha oggi una percentuale di donne del 40% è stata una delle prime in Italia ad aprire loro anche sulle banchine, e rimane la prima in assoluto come numero al femminile. Questo per quanto riguarda la quantità: sulla qualità Enzo non ha fatto sconti, sottolineando come il fatto stesso di essere protagoniste di una scelta non usuale ha portato le donne portuali a impegnarsi al massimo, con risultati ottimi e qualche volta eccellenti.

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Da parte sua la presidente di Wista, Costanza Musso, ha riferito delle battaglie della sua associazione – Women’s International Shipping & Trade Association – conduce da anni sui porti e nella logistica, con risultati non sempre facili ma in crescendo, pur in una Italia che sul tema appare piuttosto in ritardo rispetto alla media europea. L’apertura comunque cresce, le donne nello shipping hanno ormai parità di chances di carriera, confermano alcune caratteristiche caratteriali tipiche che le rendono spesso più intuitive e più versatili, e sono arrivate anche al comando di grandi navi e di gruppi armatoriali.

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Molto interessante anche frizzante la parte delle testimonianze, svolta da un terzetto di giovani donne che fanno parte degli organici della Compagnia Portuali.

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La testimonianza di Martina, una delle pur giovane veterane della Compagnia Portuali di Livorno, ha spiegato come le donne siano ormai parte “normale” delle squadre che operano non solo negli uffici ma anche in banchina e a bordo delle navi. In sostanza, se sulla prestanza fisica possono esserci dei divari, la meccanizzazione ma anche lo spirito di gruppo risolve tutti i problemi e le ragazze anche alle prime esperienza sono sempre state accolte con simpatia e rispetto. Il lavoro si contempera anche con le esigenze di famiglia e della vita privata – ha detto Martina – senza particolari difficoltà rispetto ad altri lavori dove operano le donne.

L’altra testimonianza pregnante, quella della più giovane Angelica, ha confermato che l’inquadramento delle donne nel lavoro in banchina  è ormai un lavoro che non comporta particolari rinunce e che è apprezzato anche dai colleghi. Così la presentazione del lavoro di Barbara Bonciani è stato anche occasione per rilanciare l’invito ai giovani – ragazze e ragazzi – a considerare la possibilità di scegliere quel tipo di futuro, dove sono aperte svariate interessanti possibilità.

Pubblicato il
29 Gennaio 2025

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