Assagenti lancia un progetto di aggregazione
Più collaborazione fra aziende di intermediazione
GENOVA. Alleanze, joint venture, tavoli comuni di confronto operativo. Quello che era il polo genovese del brokeraggio marittimo punta a un rilancio sullo scenario internazionale: si guarda a «una struttura non necessariamente societaria, ma anche di tipo consortile, che consenta di fare massa critica sul mercato». Obiettivo: rilanciare nel mondo marittimo internazionale «un’aggregazione professionale analoga o comunque erede di quella che è stata parte integrante della storia del trasporto marittimo mondiale». Si potrebbe riassumere così la principale indicazione emersa nel convegno organizzato da Assagenti Genova. Tema (quasi provocatorio): la “fuga dei giovani” dalle società di brokeraggio genovese. Del resto, non è un segreto la contrazione di un settore che ancora adesso è considerato vitale per l’intellighenzia del comparto marittimo a Genova.
Sono diminuite le aziende, è stato sottolineato («più che dimezzate»); è calato il numero degli addetti e dei professionisti («oggi si aggirano sulle trecento unità»). Ad eccezione di poche realtà di maggiori dimensioni, il settore tende a concentrarsi, ma anche – si è detto – a «dipendere da settori di nicchia per sopravvivere in un mercato mondiale della intermediazione marittima (noleggio navi, connessione fra caricatori e armatori, compravendita navale) che è dominato da colossi mondiali frutto di aggregazioni fra grandi aziende».
Come ricordato dai partecipanti al convegno presieduto da Gianluca Croce, presidente di Assagenti e dal vicepresidente, Maurizio Gozzi, tutto questo ha portato a «chiudersi su sé stesso», senza che nella gran parte dei casi si generassero quelle opportunità di sviluppo che sono per i giovani la principale motivazione di approccio a questa professione. È forse questo alla radice del processo migratorio verso grandi gruppi esteri.
La sfida cruciale per il settore e la politica – è stato messo in evidenza – sarà quella di «creare un ambiente favorevole che permetta alle aziende di riaccogliere i propri giovani talenti e, allo stesso tempo, di incentivare i giovani a ritornare nelle imprese di origine». Proprio l’idea di un elemento comune di aggregazione potrebbe segnare una svolta ricostruendo le basi per quel polo del sapere marittimo che per decenni ha fatto di Genova – lo ha ricordato anche il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – «un unicum nel panorama internazionale».











