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PIOMBINO

Liberty Magona, torna la rabbia per le incertezze sugli stipendi

Il ministero vuole un faccia a faccia fra acquirenti e sindacati

PIOMBINO (Livorno). Per la crisi della Liberty Magona, stabilimento siderurgico di Piombino, forse una lucina piccina picciò in fondo al tunnel s’intravede: Giampiero Castano, navigatissimo consigliere del ministro delle imprese e del made in Italy sul fronte caldo delle riconversioni industriale, uno che dal 2007 ha avuto la regia operativa nell’affrontare 700 crisi aziendali, punta a far incontrare i sindacati e Trasteel «per un primo confronto sulle prospettive future dello stabilimento».

È da ricordare che Trasteel non è la proprietà, semplicemente sembra interessato a rilevare la fabbrica piombinese e dunque dal ministero non vogliono lasciar cadere il filo della trattativa.

Ma quanti problemi nell’immediato: che fatica per i lavoratori anche solo farsi pagare lo stipendio di settembre. Le organizzazioni dei metalmeccanici Cgil Cisl Uil la spiegano così: «Poiché è stata già presentata la “certificazione negoziale della crisi”, Liberty non può ampliare il debito dichiarato, è quindi necessario procedere al pagamento immediato delle spettanze di settembre». Il rappresentante dell’azienda ha informato che entro brevissimo tempo ci sarà una riunione del board aziendale, immediatamente dopo sarà data comunicazione a ministero e sindacati. Da parte di Fim, Fiom e Uilm hanno risposto che «fino al pagamento delle spettanze dovute i lavoratori non riprenderanno le attività, fatta eccezione per coloro comandati per la salvaguardia e la sicurezza dello stabilimento, che deve restare operativo in vista della futura cessione».

I sindacati riferiscono che tanto il Comune di Piombino (presente con il sindaco Ferrari e l’assessore Nigro) quanto la Regione (a cominciare da Valerio Fabiani, consigliere del presidente) hanno condiviso tale posizione. Il ministero ha tenuto a precisare che, se «in tempi brevi» il pagamento degli stipendi non arriva, il governo «valuterà la messa in mora dello stabilimento». Benché sia a tutti chiaro che «obiettivo prioritario favorire una rapida cessione al gruppo Trasteel, che ha presentato una proposta seria e concreta».

Riguardo al caso dei lavoratori interinali, è stato segnalato che «risultano disponibili»  i soldi per il pagamento dei loro stipendi: peraltro, l’azienda punta a un accordo con Lavorint affinché «tali risorse vengano effettivamente destinate ai lavoratori».

Sulla questione Liberty Magona alza la voce la Regione Toscana: la mancanza di certezze sui tempi di pagamento degli stipendi è una notizia «accolta con preoccupazione e rabbia»: «Onorare il pagamento di quanto dovuto – viene fatto rilevare – significa adempiere non solo a un obbligo nei confronti dei lavoratori, ma rappresenta anche un tassello per favorire il buon esito della composizione negoziata della crisi, procedura formalizzata da Magona e che poggia sulla manifestazione d’interesse di un investitore, Trasteel».

Nell’incontro a Roma, al tavolo del ministero delle imprese e del made in Italy, si è discusso anche del resto del Polo Siderurgico Piombinese: ma per quanto riguarda il piano industriale di Jsw e dell’ “accordo di programma” è stato fissato un nuovo incontro il 27 ottobre.

Relativamente invece Metinvest in merito ai colloqui con i lavoratori inattivi di Jsw, è stato definito e sottoscritto un verbale di riunione. In base a quanto concordato:

  • Entro il 15 ottobre la direzione Jsw invierà a tutti i lavoratori una mail contenente una liberatoria da compilare e restituire entro il 31 ottobre.
  • La liberatoria potrà essere riconsegnata via mail, tramite raccomandata oppure con consegna diretta presso la portineria Jsw.
  • Tale documento conterrà l’autorizzazione al trasferimento dei dati personali (indirizzo di residenza, mail e recapiti telefonici) per consentire a Metinvest di poter contattare i lavoratori e avviare i colloqui.
  • A partire dal 3 novembre, Metinvest potrà iniziare i colloqui con i lavoratori che avranno fornito la liberatoria.

I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto che «entro il 15 novembre» venga fornito un riscontro sull’andamento dei colloqui: in particolare, facendo attenzione «al numero di lavoratori che non si sono presentati o che non hanno aderito al percorso di selezione». Entro la metà del mese prossimo è previsto un incontro di aggiornamento per «fare il punto della situazione e valutare gli sviluppi complessivi del processo».

Pubblicato il
9 Ottobre 2025

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