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DAL 9 AL 13 MARZO

Macché regione imbalsamata da museo, è qui il regno tech della nautica avanzata

Con la “Yachting week” la Toscana si mette sotto gli occhi del mondo

Il manifesto dell’edizione 2026 della “Tuscany Yachting Week” (in homepage: la foto di Giuliano Sargentini fornita dall’ufficio stampa Benetti in occasione del varo a Livorno dello yacht Fb287)

FIRENZE. L’ambizione è chiara e esplicita: farne qualcosa di più di un evento o di una bella manifestazione , quel che c’è dietro la “Tuscany Yachting Week” è l’intenzione di voler  dare raffigurazione a qualcosa che si fa «visione, sistema e strategia condivisa». Dal 9 al 13 marzo la Toscana si mette sotto gli occhi del mondo stavolta senza proporsi come museo, arte e umanesimo fatto città: stavolta si mette in calendario un cartellone che vuol «raccontare la forza della filiera nautica toscana e come questa sia profondamente parte dell’identità della nostra regione», come spiegano gli organizzatori. Insomma, un identikit da piattaforma internazionale dello yachting.

Del resto, non basta la solita definizione tipo “per una settimana capitale di…”. La prova del nove è nelle parole dell’assessore Leonardo Marras, che nella giunta regionale toscana si occupa di attività produttive, quando indica il   «grandissimo protagonismo» della Toscana in questo campo. Lo attesta un fatto: «Ormai l’80 per cento di queste grandi imbarcazioni viene prodotto in Toscana e dunque si rende riconoscibile non solo il Made in Italy, ma anche il Made in Tuscany».

Parlano anche  i numeri dell’evento: più di 220 imprese partecipanti, 4mila meeting B2B in previsione e oltre 40 eventi compongono il programma di un calendario che mette in vetrina «un modello di sviluppo territoriale fondato su innovazione, competenze e relazioni internazionali». Il cartellone eventi nel dettaglio è consultabile a questo link.

Al di là dell’agenda sotto il segno di una sfilza di appuntamenti nautici, ecco – questa è la mira – «un ecosistema che integra imprese, territori, professionisti e istituzioni in una traiettoria di sviluppo chiara e riconoscibile». Con la filiera nautica toscana che si esplicita nella sua interezza: produzione, “refit”, portualità, innovazione e storia, formazione e cultura del mare. Da tradurre così: non vuol presentarsi semplicemente come una manifestazione di settore, semmai come «vera piattaforma di politica industriale territoriale, capace di integrare innovazione, sostenibilità, formazione e relazioni internazionali, consolidando la leadership toscana nella blue economy».

Tuscany Yachting Week 2026: la presentazione. Da sinistra: Andrea Giannecchini, Leonardo Marras, Pietro Angelini, Sandra Bianchi

«Anche in questo campo la Toscana ci sa parlare di eccellenza»: così il commento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che sottolinea «capacità, maestranze e innovazione tecnologica che non hanno eguali nel mondo, unitamente alla cura del design espressione più alta e autentica del Made in Italy». Fuori, cioè, dalla fin troppo consueta immagine di una Toscana imbalsamata e musealizzata: «È importante con questo cartellone di iniziative ribadire la centralità del settore nei luoghi della nautica toscana: un distretto che ha comunque molti punti di contatto e che è capace di operare anche oltre i confini regionali, da Civitavecchia in Lazio, a Piombino, fino a La Spezia in Liguria, lungo un asse dove si crea lavoro e sviluppo».

La “Tuscany Yachting Week” è sostenuta da Regione Toscana e Toscana Promozione Turistica, dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, e da Ice Italian Trade Agency; gode del patrocinio della Città di Viareggio e del Comune di Carrara. Vale la pena di mettere in risalto che si sviluppa attraverso cinque grandi direttrici strategiche che ne definiscono identità e ambizione.

  • La prima: la divulgazione e la formazione diffusa. Forum, seminari, corsi e workshop distribuiti su tutto il territorio toscano costruiscono un programma che investe in modo concreto sulle nuove professionalità dello yachting e sull’aggiornamento continuo della filiera. È una scelta chiara: la competitività nasce dalle competenze e dalla capacità di leggere in anticipo i cambiamenti del settore.
  • La seconda: la valorizzazione dei territori e delle infrastrutture. In virtù del coinvolgimento del Consorzio Marine della Toscana, «da Grosseto all’Isola d’Elba passando per Viareggio e Pisa», i porti e le marine apriranno le proprie strutture a professionisti e diportisti. Gli open day, insieme al District Tour Yare organizzati nei cantieri del distretto nautico e all’apertura dei nuovi laboratori “Dyrl” a cura della Fondazione Isyl Academy, offrono – viene annunciato – l’opportunità di entrare nel cuore produttivo e formativo della Toscana del mare. Industria, territorio e formazione si mostrano in modo diretto, rafforzando la percezione di un sistema solido e integrato.
  • La terza: l’internazionalizzazione. Oltre ai comandanti provenienti da tutto il mondo e ai “buyer” coinvolti negli incontri B2B e B2C, la presenza dei cluster della Mediterranean Yachting Alliance (Italia, Francia, Spagna e Monaco) consolida il ruolo della Toscana come «snodo strategico del sistema nautico mediterraneo». Non solo relazioni commerciali, ma costruzione di una visione condivisa su scala europea e internazionale.
  • La quarta: l’intreccio di radici e futuro. Da un lato: l’apertura con “Radici di nautica. Dal Mediterraneo alla Toscana. Vie d’acqua, ponti di pace” dà valore alla dimensione storica e identitaria del comparto. Dall’altro, in  parallelo “pitch” dedicati alle innovazione: fra start-up, premiazioni e workshop su intelligenza artificiale e blue innovation attestano che «la filiera investe con decisione in ricerca e sviluppo», com’è stato spiegato nella presentazione.
  • La quinta: il networking e la trasversalità territoriale. La Tuscany Yachting Week coinvolge l’intera Toscana, dalle imprese alle eccellenze enogastronomiche, con momenti di relazione e rappresentanza in luoghi simbolici. Come la “Networking Gala Dinner” in tandem fra Yare & Seatechnology, nel cuore della Darsena produttiva di Viareggio – icona mondiale del refit – che diventa «emblema di un sistema economico integrato, coeso e capace di fare squadra».

Il distretto cantieristico nautico di Viareggio in una panoramica dall’alto

Quest’ultima sottolineatura offre il destro per mettere in evidenza quanto il progetto abbia dentro di sé dell’alleanza tra due pilastri consolidati. L’uno: Yare (Yachting Aftersales & Refit Experience). L’altro: Seatechnology. Dal loro intrecciarsi si vuol mettere in modo – viene fatto rilevare – «un ecosistema integrato capace di coinvolgere migliaia professionisti da tutto il mondo, rafforzando il posizionamento della Toscana come polo europeo e internazionale del refit, dell’innovazione nautica e della portualità evoluta», è stato messo in rilievo annunciando il cartellone degli eventi.

Cosa sono Yare e Seatechnology? Vediamolo.

“Yare”, cioè Yachting Aftersales & Refit Experience, da 16 anni rappresenta un punto di riferimento internazionale per il networking professionale nello yachting ed è organizzato da Navigo: riunisce oltre 100 comandanti di superyacht provenienti da tutto il mondo, “buyer” altamente qualificati e imprese della filiera nautica. Il format è strutturato su incontri B2B e B2C mirati, forum tematici e momenti di relazione ad alto valore aggiunto: tutto questo viene riconosciuto come «uno dei più efficaci strumenti di connessione tra domanda internazionale e offerta specializzata nel settore del “refit” e del postvendita. È il paradigma europeo per qualità delle relazioni, profilo dei partecipanti e concretezza delle opportunità generate con oltre 2mila incontri B2B realizzati in due giornate.

Quanto a Seatechnology, si tratta dell’evento espositivo di Imm CarraraFiere, che oggi ha avuto una evoluzione in «una piattaforma orientata al know-how, alla divulgazione tecnica e al confronto su nuove tecnologie, formazione e sostenibilità». Accanto all’area espositiva, l’evento – viene messo in evidenza – propone workshop, seminari, corsi accreditati con ordini professionali e momenti di approfondimento su innovazione tecnologica, sostenibilità, materiali avanzati, robotica collaborativa, intelligenza artificiale, design e nuove professionalità del mare. Seatechnology si configura così come «spazio di dialogo tra industria, ricerca e formazione», contribuendo a rafforzare la competitività e la capacità evolutiva del sistema nautico (grazie anche alla presenza degli studenti di Isyl Academy).

Queste le parole dell’assessore regionale Leonardo Marras (attività produttive), al di là di quanto detto in apertura: «È importante valorizzare le numerose anime di questo distretto, le cui filiere sono estremamente complesse: a partire dal grande armatore per finire al piccolo artigiano specializzato. In occasione della “Tuscany Yachting week” arriveranno figure da tutto il mondo portando lungo la costa toscana l’attenzione di tutta la nautica internazionale: è perché da qui arrivano gli oggetti migliori».

Così il commento di Andrea Giannecchini, presidente del Distretto Tecnologico Toscano Nautica e Portualità: «La Toscana oggi rappresenta uno dei principali poli internazionali della nautica al mondo, non soltanto per capacità produttiva ma per visione strategica. Il nostro distretto integra cantieri, portualità, ricerca, innovazione e formazione in un sistema coeso e competitivo. La “Tuscany Yachting Week” dimostra la maturità di questo ecosistema: un modello capace di guidare il dialogo mediterraneo e di posizionarsi come riferimento europeo per il “refit” e l’innovazione nautica».

Ecco la dichiarazione di Sandra Bianchi, amministratore unico di Imm: «CarraraFiere occupa una posizione strategica nel cuore del triangolo nautico tra Viareggio, Carrara e La Spezia, a pochi chilometri dai cantieri più importanti al mondo. Questo rende la nostra sede fieristica un punto naturale di incontro tra industria, innovazione e mercato. Con “Seatechnology” rafforziamo il ruolo di Carrara come piattaforma di confronto tecnico e divulgazione del know-how, in stretta connessione con il distretto produttivo e con le imprese della filiera».

Questa invece è la sottolineatura che arriva da Pietro Angelini, direttore di Navigo: «L’evoluzione verso la “Tuscany Yachting Week” è un passaggio naturale e strategico. “Yare” e “Seatechnology” non sono più eventi paralleli, ma piattaforme complementari che generano trasversalità e valore condiviso. Mettere in sinergia networking internazionale, divulgazione tecnica, territorio e formazione significa amplificare l’impatto per le imprese e rafforzare il posizionamento della Toscana come capitale europea dello yachting».

Pubblicato il
24 Febbraio 2026
di GIULIANO DONATI

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