I prof a lezione di intelligenza artificiale per imparare la nuova didattica
Tre giornate di approfondimento innovativo all’Università di Firenze

Workshop su intelligenza artificiale nella didattica all’Università di Firenze
FIRENZE. L’hanno chiamata “AttivIAmoci” infilando le due iniziali magiche dell’intelligenza artificiale in mezzo a una esortazione a mettersi in gioco: all’appello dell’ateneo fiorentino ha risposto poco meno di un centinaio di prof che hanno preso parte a uno workshop collaborativo ch l’Università di Firenze ha messo in piedi per aprirsi allo «sviluppo di pratiche di didattica innovativa», com’è stato detto presentando l’iniziativa. Ovviamente, inutile dirlo, «con particolare attenzione all’intelligenza artificiale».
Appuntamento per tre round al First Lab del Campus di Novoli nell’ambito del progetto Pnrr Alm@-Deh: è l’iniziativa che nasce dall’alleanza fra 13 università pubbliche italiane e un’accademia di alta formazione musicale. Obiettivo: creare un “digital education hub” – un polo per l’educazione digitale – grazie al quale «offrire corsi gratuiti, innovativi e personalizzati per una formazione di qualità ovunque e in qualsiasi momento».
Dal quartier generale dell’ateneo fiorentino di spiega che in ciascuna delle tre giornate in agenda, chi sta quotidianamente in cattedra ha provato a cogliere al volo le suggestioni presenti nei momenti di formazione e nei “talk ispirazionali” che hanno visto protagonisti Maria Ranieri (delegata all’innovazione della didattica e docente di didattica e tecnologie dell’istruzione, oltre a essere per l’ateneo fiorentino la responsabile scientifica del progetto Alm@-Deh), Gabriele Biagini (Dipartimento di formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia), Marco Cerrone (Federica Web learning dell’Università di Napoli Federico II), che hanno delineato metodi e strumenti per insegnare con l’intelligenza artificiale.
Le attività pratiche, sotto il segno dell’elaborazione di buone prassi di utilizzo dell’intelligenza artificale nella didattica, sono state facilitate da un gruppo di docenti dell’Università di Firenze con una consolidata esperienza sul tema: hanno saputo stimolare le riflessioni e proporre spunti aggiuntivi. Dal confronto è saltato fuori come in molti aspetti l’intelligenza artificiale potrebbe supportare l’attività quotidiana dei docenti universitari («come ad esempio la realizzazione di lezioni più interattive o una più efficiente gestione del tempo e dei carichi amministrativi»).
Così il commento di Ranieri: «L’iniziativa ha suscitato un interesse significativo tra i docenti, con adesioni rapide e numerose. Un riscontro che conferma l’attualità del tema dell’intelligenza artificiale in educazione e l’urgenza di promuovere momenti di formazione e scambio. Molti docenti hanno espresso interesse a una nuova edizione, che potremmo organizzare in primavera».











