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DIALOGO CON GARIGLIO

Ambasciatore in visita al porto, la Svizzera strizza l’occhio a Livorno

Paese senza mare ma con la sesta flotta più grande al mondo: a cominciare da Msc

Da sinistra: l’ambasciatore di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti; il presidente dell’Authority Livorno, Davide Gariglio; il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno e direttore marittimo della Toscana, ammiraglio Giovanni Canu

LIVORNO. La Svizzera è un Paese senza mare, la dogana di Chiasso dista dal mar Ligure più di 190 chilometri e più di due ore e un quarto di autostrada. Eppure le autorità e le imprese elvetiche sono più interessate che mai a quanto si muove fra porti, banchine e oceani: benché la flotta battente bandiera rossocrociata sia alla fin fine minima, in realtà gli operatori economici svizzeri rappresentano una grande potenza mondiale nel trasporto marittimo. Almeno un  migliaio di navi, nella stragrande maggioranza in mano al colosso ginevrino Msc, per un valore economico valutato in 83 miliardi di dollari: quanto basta per volare al sesto posto in campo planetario, dopo Cina (291 miliardi di dollari), Giappone (233), Grecia (200), Stati Uniti (141) e Singapore (118). Non dimentichiamo che hanno “targa” svizzera anche Nova Marine Carrier oppure Abc Maritime ma certo per la stragrande maggioranza dei casi le navi portano il marchio Msc: è per questo che la compagnia fondata dal comandante napoletano Gianluigi Aponte ha fatto della Svizzera «il Paese con la flotta di navi portacontainer più grande del mondo», come precisato dalla tv elvetica.

C’è tutto questo alle spalle della visita che l’ambasciatore di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, ha compiuto oggi, giovedì 26 febbraio, al porto di Livorno: in Fortezza Vecchia ha incontrato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, e il comandante della Capitaneria di Porto, ammiraglio Giovanni Canu. L’occasione gliel’ha data il progetto “In cammino con la Svizzera”: in due anni il diplomatico elvetico conta di visitare le venti regioni italiane, fissando lo sguardo su su innovazione, sostenibilità e rapporti con l’Europa.

Questa è la seconda tappa dell’iniziativa che tiene banco in territorio toscano fino a sabato 28 febbraio:  l’ambasciatore Balzaretti ha messo l’accento sulle tradizioni per segnalare la scelta di dare una priorità strategica a Livorno: vale la pena di ricordare che con la città di 4 Mori gli svizzeri – è stato messo in risalto – hanno «un legame storico che dura dal 1631, anno in cui, grazie a una specifica autorizzazione del Granduca, una cinquantina di ticinesi fondò in porto una propria comunità di facchinaggio, gettando così le basi per la nascita di una comunità elvetica che oggi ha mantenuto una propria identità tramite la Società Svizzera di Mutuo Soccorso». Gli aspetti di questa lunga storia secolare sono stati il palcoscenico dell’evento: nella Sala Ferretti dell’antico fortilizio mediceo l’Archivio di Stato ha predisposto, tramite una serie di pannelli, i richiami alle testimonianze documentali relative a «scene di vita lavorativa in porto con protagonisti i facchini ticinesi».

Ma è l’attualità che bussa alle porte e tanto il diplomatico quanto il presidente di Palazzo Rosciano e il comandante del porto hanno messo ben presto nel menù della giornata l’oggi. Anzi: il futuro della logistica euro-mediterranea intanto che tutt’attorno il contesto – si è detto – «resta segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche, guerre commerciali e militari».

Dietro c’è una argomentazione: per la Svizzera la rete dei porti e degli interporti italiani può rappresentare  una valida alternativa ai porti del Northern Range, l’arco dei potentissimi scali nordeuropei. Dal punto di vista della geografia sì: Anversa o Rotterdam distano da Zurigo (non parliamo poi di Lugano…) 700-800 chilometri e sette-otto ore di autostrada, i porti dell’arco ligure-toscano, compreso Livorno, no: sono più vicini e soprattutto, nel caso di merci in arrivo dall’Estremo Oriente in transito da Suez, guadagnano allo sbarco dei container sette-otto giorni di anticipo a paragone del Nord Europa. Del resto, è quest’anno alla nona edizione il “conclave” di operatori economici dal titolo “Un mare di Svizzera” che in autunno tiene banco a Lugano per cercare di intercettare novità sul fronte logistico. Ovviamente c’è anche un “però”: mal funzionamenti, intoppi e minore produttività possono mangiarsi il vantaggio competitivo geografico…

Qualcosa del genere devono essersi detti Gariglio e l’ambasciatore se nella nota dell’Authority si riprendono sottolineature di questo tipo: «Per intercettare ulteriori traffici servono però regole certe nelle concessioni demaniali, investimenti nel potenziamento delle infrastrutture e della digitalizzazione, della ricerca e della formazione, con un occhio attento alla sostenibilità ambientale».

Il presidente dell’Authority livornese ha colto al volo l’occasione per «fare il punto della situazione sui numerosi interventi in cantiere per dare al porto di Livorno un nuovo slancio competitivo». Inutile dire che i riflettori dell’attenzione sono stati puntati sulla Darsena Europa (ma anche sul porto esistente, con i lavori in corso per l’allargamento del Canale di Accesso, e sulla digitalizzazione, oggi necessaria per garantire tempi rapidi nell’inoltro della merce al territorio di riferimento).

L’ambasciatore dello stato svizzero nel nostro Paese, Roberto Balzaretti, fra l’ammiraglio Giovanni Canu, comandante della Capitaneria, e Davide Gariglio, presidente dell’istituzione portuale livornese

Così l’ambasciatore Balzaretti sottolinea l’importanza di coltivare i legami tra Livorno e Svizzera: «Questa città, con il suo porto, non è solo memoria storica, ma anche una porta strategica verso il futuro. L’innovazione offre strumenti per ampliare queste connessioni, trasformandole in nuove opportunità per lo sviluppo economico di cui possono beneficiare entrambi i Paesi. La Svizzera, nel cuore dell’Europa, ha costante interesse a rafforzare nuove vie di collegamento, di scambi e di collaborazione: Livorno porta in sé le premesse per essere una di queste arterie vitali».

Queste le parole del presidente dell’Authority, Davide Gariglio: «Celebriamo non soltanto  la storicità di un legame che è sopravvissuto al passare del tempo, ma intendiamo gettare uno sguardo anche al futuro e traguardare le prospettive di sviluppo economico offerte dall’apertura della Galleria di Base del San Gottardo, che potrebbe permettere a Livorno di intercettare una quota parte dei flussi di traffico verso la Svizzera e la Germania meridionale». Aggiungendo poi: «Per questo motivo diventa ancora più strategico per il nostro sistema investire nell’aumento della competitività ferroviaria e in una maggiore integrazione con i Corridoi Ten-T. Chiaramente, il completamento della Darsena Europa rimane fondamentale per accogliere le portacontainer di ultima generazione e acquisire anche una parte dei traffici provenienti dall’Estremo Oriente».

Ecco la dichiarazione del comandante della Capitaneria, ammiraglio Giovanni Canu: «La narrazione storica che abbiamo avuto il piacere di ricordare è la più autentica testimonianza di quanto il lavoro portuale oggi come ieri sia sinonimo non solo di redditività, ma anche di tradizione e di inclusione. Sulla base di questi valori e nell’ottica di assicurare lo sviluppo del porto sotto l’egida della sicurezza e dell’innovazione, siamo al fianco dell’Autorità di Sistema portuale e di tutti coloro che concorreranno a consolidare la strategica importanza dello scalo labronico nel panorama internazionale».

 

Da sinistra: segretario generale Pierluigi Giuntoli, ambasciatore svizzero Roberto Balzaretti e il presidente Riccardo Breda

Durante la visita istituzionale a Livorno, il diplomatico elvetico ha incontrato nella sede della Camera di Commercio il presidente Riccardo Breda ed il Segretario Generale Pierluigi Giuntoli. Al centro del «proficuo e cordiale» scambio tra i vertici camerali e il rappresentante del governo elvetico, com’è stato reso noto dall’ente camerale, il legame tra Livorno e la comunità svizzera, «a partire dal primo presidente della Camera di Commercio Pietro Senn». Intorno alla figura di Senn ed al legame storico tra la città e la comunità elvetica, è stata anche allestita una piccola esposizione con i documenti dell’archivio camerale.

Il giorno successivo l’agenda dell’ambasciatore Balzaretti mette in programma la visita a Pisa: alla Scuola Normale, accolto dal direttore, professor Alessandro Schiesaro, tiene una “lectio riservata agli allievi e alle allieve dell’istituto universitario pisano. Tema: “I rapporti della Svizzera con l’Europa tra passato, presente e prospettive future”. A Pisa è in corso in queste settimane agli storici Arsenali Repubblicani una mostra dal titolo “Il ruggito dell’anima” che, in occasione del sessantesimo anniversario della sua scomparsa, rende omaggio a Antonio Ligabue, grande artista per metà italiano e per metà svizzero (è di origini zurighesi).

«Energia, ricerca e mobilità sostenibile: ecco le sfide comuni per i nostri Paesi. Le Alpi non dividono, piuttosto uniscono»: così, in una intervista alla “Gazzetta diplomatica”, aveva detto nel novembre scorso l’ambasciatore Balzaretti, figura di assoluto spicco nella “squadra” della diplomazia elvetica, presentando il progetto che entro la fine del prossimo anno lo porterà a visitare ogni angolo delle venti regioni italiane.

Pubblicato il
26 Febbraio 2026

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