Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
FINANZA E DOGANE

Ancona, maxi-sequestro di esplosivi da imbarcare su un traghetto passeggeri

Dieci milioni di detonatori e 314mila munizioni scoperti in un blitz: è qui l’effetto guerra?

Il lavoro di intelligence di Dogane e Finanza riguardo a un carico sulla rotta Italia-Grecia porta al blitz che blocca un autoarticolato: un enorme carico di materiale esplosivio doveva essere imbarcato (e nascosto) su un traghetto passeggeri

ANCONA. Per un momento nel porto di Ancona è sembrato di tornare agli anni a cavallo fra il crollo dell’ex Urss e la guerra nei Balcani, quando venti di guerra e smobilitazione di arsenali militari avevano messo in circolazione grandi quantitativi di armi. Stavolta si è trattato di «un carico di dimensioni eccezionali contenente milioni di detonatori e centinaia di migliaia di munizioni»: è stato sequestrato nel porto di Ancona nel corso dell’operazione “Clean Shot”, condotta dalla Guardia di Finanza in tandem dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Bloccato mentre questo «materiale altamente pericoloso» stava per essere imbarcato in modo illecito «su una nave traghetto» che in teoria poteva trasportare solo passeggeri.

Dietro il blitz c’è una operazione di intelligence: grazie a «una complessa attività di analisi preventiva dei flussi commerciali, basata sull’incrocio di dati documentali, rotte di traffico, volumi di merce e profili di rischio», sono emerse «anomalie relative a un trasporto lungo fra Italia e Grecia. Formalmente il carico era dichiarato come movimentazione di “merce varia”, ma passando i dati al setacco gli investigatori lo hanno ritenuto sospetto.

Chissà che non valga anche come altolà a quel sottobosco di faccendiere che, di fronte a un Medio Oriente di nuovo in fiamme, cercano una logistica che chiuda un occhio sui loro affari nel segno degli armamenti…

La profonda conoscenza delle dinamiche portuali da parte del personale dell’Ufficio Dogane “Marche 1” e del gruppo della Guardia di Finanza di Ancona ha fatto il resto: il carico è stato intercettato e sottoposto a controlli approfonditi. All’interno del carico sono state trovati qualcosa come «314 mila munizioni e 10 milioni 584mila detonatori»: una enormità, insomma. Tutto materiale «riconducibile a due società italiane» (delle quali per adesso non viene fatto il nome) e, stando alla documetazione presentata, doveva raggiungere a Cipro. Da ricordare che l’isola mediterranea è una destinazione “calda”: gli considerata un crocevia strategico tra Medio Oriente ed Europa.

Una parte del materiale sequestrato: l’analisi negli uffici

Le normative vietano ovviamente in modo tassativissimo che trasporto e movimentazione di armi ed esplosivi – a maggior ragione per «carichi di questo tipo, per quantità, natura e grado di pericolosità» – non possano assolutamente essere trasportati su navi passeggeri. Tutto questo, a meno che non si tratti di un trasporto clandestino come pare emergere. In effetti, dal quartier generale della Dogana si riferisce che «il trasportatore avrebbe reso false dichiarazioni al momento dell’emissione del titolo di viaggio».

L’intero carico di materiale esplosivo così come dell’autoarticolato utilizzato per il trasporto sono stati posti sotto sequestro e il trasportatore è stato denunciato sia per quel che portava sia per aver dichiarato il falso. Come sempre, Dogane e Finanza tengono a sottolineare che queste sono accuse e dunque va fatta salva la presunzione d’innocenza: la responsabilità degli indagati sarà cioè «definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna».

Pubblicato il
4 Marzo 2026

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio