Confindustria Nautica, Formenti canta vittoria e indica altri due obiettivi
«È il più rilevante intervento per la nautica dopo la riforma del Codice»

Piero Formenti, presidente Confindustria Nautica
ROMA. Anche Confindustria Nautica canta vittoria per il Ddl Valorizzazione Risorsa Mare approvato in prima lettura al Senato, dov’è stato presentato dal ministro delle politiche del mare, Nello Musumeci, di concerto con altri 17 ministri (tra cui economia e finanze, infrastrutture e trasporti, turismo, imprese e made in Italy).
L’organizzazione di categoria fissa lo sguardo sul “capo IV” del provvedimento, quello «specificamente dedicato alla navigazione da diporto». In particolare – viene fatto rilevare – l’attenzione riguarda l’articolo 15 che modifica il Codice della nautica del luglio 2005, e lo fa «accogliendo larga parte delle proposte avanzate da Confindustria Nautica anche in sinergia con Federturismo Confindustria, Assomarinas, Federagenti, Confarca e Unasca». Altre misure di rilievo sono contenute «negli articoli 7-10, 16, 17 e 18».
Le semplificazioni riguardano «procedimenti amministrativi, cantieristica, charter, scuole nautiche e utenti» mentre gli aggiornamenti normativi interessano «sicurezza e contrasto ad attività abusive». Dal quartier generale dell’organizzazione di categoria si mettono in risalto alcuni aspetti del testo del provvedimento. Che «assumono particolare significato», visto che le stime di chiusura del 2025 indicano «una contrazione per le unità fino a 24 metri e la fuga dalla bandiera italiana»:
- il sostegno all’acquisto: con la possibilità per l’acquirente di un’unità da diporto di «cederla in gestione ad imprese di locazione e di noleggio, per periodi di tempo individuati e annotati sulla licenza di navigazione»;
- l’allineamento del charter alla concorrenza europea, in particolare con «l’introduzione del contratto di “locazione con nomina di comandante” e di noleggio “a itinerario concordato”»;
- la sburocratizzazione della compravendita dell’usato («con il dimezzamento dei tempi di rinnovo delle licenze di navigazione, da 60 a 30 giorni»);
- la semplificazione delle procedure («con la ricevuta rilasciata dallo Sportello telematico Sted che sostituisce a tutti gli effetti la licenza di navigazione per 90 giorni»);
- la digitalizzazione di registri, certificati e documenti disposti dalle Convenzioni Imo per le navi che ne sono provviste;
- l’espressa estensione della validità della targa prova alla navigazione in acque internazionali;
- la verifica che attesti «l’assenza di rischi per ambiente e sicurezza per le unità estere fino a 24 metri, se di cittadini italiani, qualora non provviste di attestazione di idoneità alla navigazione»;
- l’identificazione per le unità in “noleggio occasionale”, a fini di verifica
- come per le auto, la responsabilità del conducente in caso di sanzioni amministrative.
È da mettere in evidenza, a giudizio di Confindustria Nautica, anche il fatto che l’articolo 1 del Ddl introduce «la valorizzazione del diporto nautico» tra gli indirizzi strategici del Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom): quest’ultimo – si afferma – «promuoverà il concerto tra i ministri per agli atti amministrativi di attuazione del Piano del mare, qualora necessitino di due o più pareri».
Questo il commento di Piero Formenti, presidente dell’associazione confindustriale di settore: «È il più rilevate intervento per il settore dopo la duplice riforma del Codice della nautica del 2018-2020 e l’adozione del nuovo Regolamento di attuazione del 2024, entrambe promosse da Confindustria Nautica, che ci ha visto fortemente impegnati sia nell’elaborazione di articolate proposte giuridiche, sia nel dialogo con il Governo e il Parlamento». Formenti rincara: «Il testo passa ora all’esame della Camera e, vista l’imminenza dell’inizio della stagione, auspichiamo l’approvazione finale nel più breve tempo possibile. Il prossimo passo è l’adozione del nuovo decreto di sicurezza per le navi da diporto da parte del ministero delle infrastrutture».











