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DOPO LO SCONTRO SU MANCINI

Toto-segretario per l’Authority: valanga di candidati, forse più di 50

Scaduto alle 13 di giovedì 26 il termine per farsi avanti: le mosse che attendono al varco il presidente Gariglio

Lavori in corso a Palazzo Rosciano: la sede dell’Authority livornese ha bisogno di cure…

LIVORNO. L’ “avviso di manifestazione di interesse” messo nero su bianco dal presidente dell’Authority livornese per offrire un «incarico di Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale» lo dice al rigo numero 44: chiunque fosse interessato avrebbe potuto farsi avanti «esclusivamente a mezzo Pec entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 26 marzo 2026». Risultato: una valanga di manager hanno preso mouse e mail e hanno spedito tutto, incluso la “lettera motivazionale”.

Una valanga, quanti? Difficile dirlo perché non ci sono informazioni neanche ufficiose, si sa solo che sono le candidature sono tante. Il tam tam delle indiscrezioni segnala che potrebbe trattarsi di una ventina di pretendenti, c’è chi parla di «oltre 30» ma, non è dato sapere con quale fondamento, il toto-nomina insiste principalmente sull’idea che possano essere addirittura più di una cinquantina. Dipende anche da un triplo aspetto:

  • l’avviso è stato pubblicizzato su un ampio ventaglio di organi di informazione a livello nazionale;
  • i requisiti non sono poi estremamente stringenti: tipo tot anni di esperienza nella tal posizione in aziende almeno al di sopra di un certo standard di fatturato o in pubbliche amministrazioni di questo o quel genere…
  • è da capire anche se, come appare probabile, abbiano presentato la candidatura anche dirigenti che già lavorano per l’istituzione portuale livornese.

Vale la pena di ricordare – e l’Authority l’ha ribadito tanto nel bando che nel comunicato d’accompagnamento – che l’avviso «non ha natura concorsuale e non prevede procedure selettive né graduatoria di merito». È indicato senza giri di parole che la raccolta delle manifestazioni di interesse è finalizzata «esclusivamente ad acquisire elementi conoscitivi utili alla valutazione del presidente ai fini della proposta di nomina». Il che equivale a dire: ben vengano i curriculum, poi chi ha il potere di scelta ha le mani libere. E in effetti è in linea di principio così: secondo norma, il presidente indica un nominativo di sua fiducia e lo presenta all’esame del comitato di gestione perché lo voti. Perciò, siccome la prossima seduta del comitato di gestione sembra essere in preventivo per la seconda metà di aprile, ben difficilmente il presidente Davide Gariglio vorrà presentarsi agli occhi del comitato mettendolo in pratica di fronte al fatto compiuto con un nominativo già rimbalzato per giorni su tutte le cantonate.

Quel che è probabile, semmai, è che nelle prossime ore a Palazzo Rosciano il presidente Gariglio incontri il responsabile del settore trasparenza di Palazzo Rosciano, Claudio Capuano (ex Authority Piombino, ora al timone della direzione che da Livorno si occupa anche di anticorruzione, formazione e promozione). Per prima cosa dovranno vagliare la sussistenza dei requisiti: dopo la scrematura di eventuali candidature non corrispondenti alla griglia prevista, ecco che Gariglio passerà a vedere un curriculum dopo l’altro l’identikit di chi è interessato.

Nella sede dell’Authority l’hanno presentata come una mossa per avere la più vasta gamma di opzioni per mettere Gariglio nelle condizioni di compiere la scelta migliore. Nessuno però si è dimenticato che l’avviso è stato messo in pista dal presidente come mossa a sorpresa nella prima seduta del comitato di gestione, quella che avrebbe dovuto  semplicemente ratificare la nomina a segretario generale di Gianmarco Mancini, ex deputato leghista negli anni ’90, poi alla testa di varie realtà societarie di servizi pubblici in amministrazioni soprattutto di centrodestra.

Gariglio si è servito di questo scossone per indicare nel bando cosa deve fare il segretario generale: insomma, l’Authority non è ha due presidenti ma un presidente e, come braccio destro ma subordinato, il segretario generale. Altrimenti non si spiegherebbe la lungaggine con cui nell’”avviso” si intestardisce a elencare i compiti del numero 2. Se non per mettere in chiaro davanti a tutti che il presidente è uno solo. Anche a costo di pagare un prezzo nel rapporto con il ministero-roccaforte della Lega, quello con Matteo Salvini ministro e Edoardo Rixi vice. Quel che non era preventivato era il terremoto nel centrodestra dopo il referendum, si vedrà cosa accadrà dopo le scosse di assestamento. Ma, come suol dirsi, questa è già un’altra storia.

Mauro Zucchelli

Altra immagine simbolica: il presidente dell’Authority livornese, Davide Gariglio, indossa una attrezzatura robotica che riduce la fatica: dovrebbe servire anche come armatura con cotta di maglia inox…

Pubblicato il
26 Marzo 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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