Porti protagonisti, al via le iniziative delle Autorità di Sistema
Calendario di eventi per far conoscere alla collettività l’importanza del mare

Panoramica porto di Genova
ROMA. Gli “Italian Port Days” rappresentano «uno dei principali strumenti di comunicazione e partecipazione del sistema portuale nazionale»: il canale attraverso il quale la comunità marittimo-portuale del Bel Paese “parla” con la collettività. Lo fa evolvendosi nel corso degli anni e consolidandosi anche su scala europea come «buona pratica di integrazione tra infrastrutture, comunità e territori».
Decolla – in occasione della “Giornata Nazionale del Mare” – il programma 2026 di questo progetto promosso dalle Autorità di Sistema Portuale italiane: come specificato presentando l’iniziativa, «accompagnerà cittadini, imprese e territori fino a maggio, in concomitanza con la Giornata Europea del Mare nella sua prima sessione primaverile, per poi riprendere nella sessione autunnale da settembre ad ottobre prossimi».
Sotto la luce dei riflettori nell’edizione di quest’anno è il tema che dà il titolo al cartellone di eventi: “Italia Porta del Mediterraneo: Dialoghi tra approdi e città”. Lo scopo: sottolineare «il ruolo centrale dell’Italia nello scenario mediterraneo e la funzione dei porti non solo come poli logistici, ma come presìdi economici, sociali e culturali». Quanto ai dettagli del programma, vale la pena di dare un’occhiata al sito https://italianportdays.it/it/home che presenterà di volta in volta gli aggiornamenti sugli eventi.
Nel corso delle prossime settimane, «su tutto il territorio nazionale le Autorità di Sistema Portuale promuoveranno:
- iniziative dedicate alle scuole e ai giovani;
- incontri con imprese, operatori e stakeholder;
- visite guidate e aperture straordinarie dei porti;
- eventi culturali, divulgativi e sportivi;
- momenti di confronto sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e del lavoro».
Dal quartier generale di Assoporti, l’organizzazione di categoria che raggruppa le istituzioni portuali del Paese, si spiega che stiamo parlando di «un percorso articolato e diffuso che vede protagoniste tutte le Autorità di Sistema, con un calendario ricco di iniziative, eventi pubblici, momenti di confronto e attività divulgative». Pensati – viene ribadito – per «rafforzare il dialogo tra porto e città e per valorizzare il ruolo strategico della portualità italiana».
Qualche esempio pescato nel calendario delle iniziative in programma? Ad esempio, eventi innovativi e inclusivi come le attività legate alla Giornata Europea del Mare, format dinamici e partecipativi (tra cui eventi divulgativi, attività esperienziali e appuntamenti vari). Così come le iniziative tipo “De Portibus”, in agenda a Ravenna dal 21 al 23 maggio. È stato immaginato come un momento per «avvicinare il grande pubblico alla realtà portuale in modo diretto e coinvolgente».
In effetti, l’obiettivo degli “Italian Port Days” resta quello: al di là del calendario di eventi, c’è bisogno di promuovere opportunità di dialogo che siano in grado di far crescere nella comunità civile «la consapevolezza del valore economico, occupazionale e ambientale dei porti». Da Assoporti si rileva che l’iniziativa è «coordinata a livello nazionale e condivisa tra tutte le Autorità di Sistema Portuale»: rappresenta un momento strategico per «presentare un’immagine unitaria del sistema portuale italiano, valorizzandone il ruolo nella crescita del Paese e nella competitività internazionale».
«I porti italiani – si evidenzia – non sono spazi chiusi, ma luoghi aperti, connessi alle comunità e protagonisti delle grandi trasformazioni in atto: dalla transizione energetica alla sostenibilità, fino alle nuove dinamiche geopolitiche nel Mediterraneo».
A margine della presentazione, il presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha ribadito che la portualità del nostro Paese è «vitale per la crescita economica» ed è «vitale divulgare il più possibile la conoscenza dei nostri scali sui territori». Aggiungendo poi: «Questa iniziativa coinvolge tutte le Autorità di Sistema Portuale con un riconoscimento a livello dell’Unione Europea per aver contribuito a diffondere cultura del mare su tutto il territorio italiano».











