Livorno, nuovo identikit per la Darsena Vecchia fra 4 Mori e Fortezza
È un tassello di come sta cambiando (e raddoppiando) il lungomare della città

La Darsena Vecchia del porto di Livorno interessata dal restyling
LIVORNO. «Fu questo il primo modesto porto di Livorno dal quale partì Amerigo Vespucci per cercare una nuova via dell’Oriente. Qui presso sorgeva una torre di difesa: la Rocca Vecchia». Era “il Pamiglione”, la piccola insenatura naturale attorno alla quale – parole di Giovanni Wiquel nel suo “Dizionario di persone e cose livornesi” pubblicato sulla “Canaviglia” ormai quasi mezzo secolo fa – sorsero le prime povere case dell’umile villaggio di Livorno, contiguo alle propaggini meridionali del Porto Pisano». Perché si parte da qui per parlare della Darsena Vecchia, fra la Fortezza Vecchia e il Ponte dei Francesi che dà l’accesso al Porto Mediceo?

Ritratto del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci
Perché questo è un luogo che ci parla di un grande esploratore: no, non Cristoforo Colombo bensì Amerigo Vespucci. Altrove l’avrebbero fatto diventare un mito locale, fra orgoglio patrio e gadget ad usum di turisti: qui invece neanche i livornesi sanno che da questa banchina – grossomodo nel triangolo fra la moderna roccaforte dei portuali, l’antico fortilizio mediceo e l’altrettanto palazzo anch’esso mediceo che è il quartier generale della Guardia di Finanza – nel 1490, cioè due anni prima dell’avventura di Colombo al d là dell’Atlantico, partì Vespucci per navigare fino all’Islanda. Lo riporta il poeta fiorentino Gerolamo Bencivenni nel suo poema “America” come segnalato in “Vita e lettere di Amerigo Vespucci: gentiluomo fiorentino, raccolte e illustrate dall’abate Angelo Maria Bandini” a metà Settecento (e ripubblicato sul finire del secolo successivo da un erudito livornese, Gustavo Uzielli).
Già più di un secolo fa un illustre cronista come Pietro Vigo chiedeva senza troppa fortuna al Comune di murare una lapide che ricordasse «l’insigne navigatore fiorentino». Del resto, il casato dei Vespucci è legato a Livorno: di lì a qualche anno, nel 1511, Antonio di Pietro Vespucci avrà l’incarico di castellano della Fortezza Vecchia, come racconta il fatto che il suo nome è inciso sul muro nella stanza rotonda del Mastio di Matilde.
L’abbiamo presa assai alla lontana ma quanto sarebbe bene cogliere al balzo il rinnovamento dell’identikit visivo della banchina della Darsena Vecchia per tirar fuori dal dimenticatoio storie che, ben lo ricordava Vigo oltre 120 anni fa, renderebbero «presente l’alto onore che deriverebbe al nostro scalo marittimo se l’evento [di Vespucci] fosse meglio conosciuto».
In effetti, riguardo a quest’angolo di città fra il monumento dei Quattro Mori e la Fortezza Vecchia, delle due l’una: o è un restyling qualsiasi o lo vediamo all’interno del disegno strategico che punta a raddoppiare il lungomare a distanza di un secolo dalla realizzazione della Terrazza Mascagni, a quel tempo intitolata a Ciano.
Ecco, questa non è una aggiustatina ma fa parte di una nuova idea con cui Livorno prende confidenza per mettersi sotto gli occhi anche di chi livornese non è: qui stiamo parlando del nuovo look del settore della vendita del pescato nella Darsena Vecchia. Ne dà conto l’Authority livornese, segnalando che i lavori «proseguono nel rispetto del cronoprogramma predisposto in fase di progettazione». L’appalto è stato affidato a novembre dall’ente portuale di Palazzo Rosciano alla Carbone Costruzioni: c’è da realizzare «una nuova passeggiata illuminata che partendo dalla Fortezza medicea costeggia la Darsena fino a rendere accessibile l’antico Molo del Pennello».

I lavori dell’Authority nella zona fra Scali Cialdini e la Fortezza a Livorno
Nell’area lato scali Cialdini, un po’ più a sud, è iniziato l’intervento: la ditta – spiega l’Authority – sta procedendo con il completamento della pensilina. È prevista l’installazione tanto della lamiera graffata di copertura quanto dei pannelli fotovoltaici in copertura come pure degli elementi in fibra di legno per il rivestimento.
Nella zona della Darsena Vecchia invece – sono ancora i tecnici dell’istituzione portuale a sottolinearlo – è stata predisposta una doppia pensilina in acciaio zincato. A questo punto c’è da provvedere alla pavimentazione della banchina e delle isole di marciapiede. La realizzazione procede da nord (lato Fortezza Vecchia) verso sud (lato Ponte dei Francesi). È in preventivo di replicare anche su quest’altra pensilina una soluzione «analoga a quella prevista per gli scali Cialdini».
È da aggiungere che, con l’esecuzione di questi lavori, l’ente portuale ha «reso lineare la prospettiva visuale della Darsena Vecchia»: è stato disposto – si afferma – lo spostamento della “messa in sicurezza operativa” esistente, il box blu con le gigantografie di Livorno, che contiene un impianto di depurazione e che si trovava all’altezza del pennello». Una volta ultimati i lavori, la qualità degli arredi comporterà «l’esigenza di disciplinare adeguatamente l’uso degli spazi al fine di garantire la compatibilità tra la fruizione pubblica degli stessi e le attività di pesca».











