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CARO GASOLIO

Dall’autotrasporto ultimatum al governo: dateci risposte o fermiamo i camion

Il fronte di Unatras convocato per venerdì 17: valuteremo lo stop nazionale dei servizi

ROMA. Altro che al di sopra di due euro al litro: a  dar retta all’ “Osservaprezzi carburanti” del ministro delle imprese nelle oltre 40 stazioni di servizio censite a Livorno città lo standard attuale del costo del gasolio è di 2,154 euro al litro in modalità self e 2,369 servito ma in tre distributori si supera quota 2,20 self e in cinque la soglia dei 2,40 servito (per la benzina è di 1,770 in modalità self e 1,990 servito). Questo è lo standard “normale” sulla rete ordinaria che ciascun automobilista ben conosce.

Ma adesso che si approssima la data della paralisi dell’autotrasporto (dal 20 al 25 aprile) proclamata da Trasportounito e contestata dalla commissione di garanzia dell’autoregolamentazione degli scioperi, ecco che le nubi all’orizzonte si addensano anziché diradarsi come si sarebbe potuto ipotizzare dopo il cessate il fuoco e un primo sblocco per i passaggi delle navi dallo stretto di Hormuz. Al contrario, stavolta è il coordinamento Unatras che raggruppa buona parte delle imprese di autotrasporto ad alzare il tiro: ha convocato per il prossimo 17 aprile nel proprio quartier generale a Rima il comitato esecutivo per mandare un segnale al governo. Praticamente un ultimatum: o ci saranno «risposte concrete» o «sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi».

Il fronte di Unatras sottolinea che «già da tempo denuncia che il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada». Quanto basta per scaricarsi in un «aggravio fino a 9mila euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane».

Unatras segnala che le imprese «stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari». Aggiungendo poi: «È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate». E i tagli delle accise che erano stati salutati con favore dal mondo dei Tir? «La proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stata assorbita dal continuo aumento del prezzo industriale», dice il coordinamento di categoria. Tradotto: l’effetto concreto è come acqua sul vetro. Bisogna semmai – viene sottolineato – puntare a «provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale».

Le richieste di Unatras puntano a misure urgenti di questo genere:

  • emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta di 100milioni;
  • ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione;
  • interventi a sostegno della liquidità delle imprese;
  • attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise.

Unatras reclama «un cambio di rotta immediato da parte del governo»: come arma negoziale mette sul tavolo il fatto che il comitato esecutivo ha all’ordine del giorno la valutazione dell’ipotesi di un fermo nazionale di protesta «come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese per cui è diventato impossibile garantire la continuità dei servizi di autotrasporto, fondamentali per la filiera logistica ed economia italiana».

Pubblicato il
10 Aprile 2026

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