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LA PROTESTA

Il fronte dell’autotrasporto: gasolio a prezzi choc, si va verso il fermo dei camion

Unatras punta il dito contro «committenza irresponsabile e governo assente»

Paolo Uggè, presidente FAI

ROMA. Tira aria di tempesta sull’autotrasporto: non solo c’è l’annuncio del fermo nazionale indetto da Trasportounito per il periodo dal 20 al 25 aprile (che la commissione di garanzia ha contestato chiedendone la revoca), non solo per venerdì 17 tutto l’arco della galassia di associazioni di settore rappresentate dal coordinamento di Unatras ha annunciato per venerdì 17 una riunione per valutare il fermo dei camion. Ora la stessa Unatras torna sull’argomento per dire che «l’intera categoria dell’autotrasporto nazionale è orientata verso il  blocco dei servizi di trasporto su strada». Tant’è che fin da ora si avverte che nella riunione di venerdì si formalizzerà la decisione definitiva sul fermo dei servizi, ma l’aria che tira si capisce già dal fatto che si segnala come al contempo saranno «avviate le procedure previste per il blocco». La decisione non ha ancora l’ultimo timbro, ma il penultimo sì: si va in quella direzione.

Il fronte che raggruppa la vasta galassia delle aziende di categoria mette nero su bianco una nota in cui si preannuncia che questo è l’atteggiamento «emerso dalle riunioni che si sono svolte nel fine settimana in tutto il Paese, nell’ambito dell’iniziativa Unatras con assemblee convocate in cento piazze italiane». Dalle piazze a livello territoriale salta fuori una «richiesta univoca: imprese strutturate, di medie e piccole dimensioni chiedono all’unisono la sospensione dei servizi di trasporto», secondo quanto viene fatto rilevare.

Tutto questo nasce dall’esplosione dei prezzi del carburante in seguito a quanto sta accadendo nel Golfo dopo che, com’era prevedibile, l’attacco di Usa e Israele all’Iran ha portato al blocco dello stretto di Hormuz, agli sconquassi nelle quotazioni del petrolio e, inutile dirlo, alle speculazioni nei prezzi

Ma stavolta c’è di più: nell’ultimissima nota diramata il coordinamento di Unatras punta il dito, come uno di «fattori definiti “dirompenti” dalle imprese del settore», anche contro altri due aspetti:

  • l’«atteggiamento, giudicato “irresponsabile”, della committenza, che determina una riduzione fino a 40 centesimi al litro»,
  • la «mancanza di attenzione da parte del governo che, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso, avrebbe “già assunto decisioni a favore del settore”».

Riguardo a quest’ultimo aspetto, la controreplica è tagliente: «La categoria rileva tuttavia di non essere a conoscenza di alcun provvedimento concreto». A die il vero, ancora per qualche giorno è in vigore il taglio delle accise che in teoria dovrebbe ridurre i prezzi: ma dalla sponda delle imprese di autotrasporto si ribatte ormai da settimane che in realtà quel beneficio è stato annullato dagli effetti della speculazione, per cui i prezzi alla pompa non ne hanno tratto giovamento e sono tornati ben al di sopra dei 2 euro al litro, come attesta lo stesso “Osservaprezzi” del ministero.

A tutto questo si sommano «altre criticità evidenziate anche dal Codacons», dice Unatras segnalando che «mentre, da un lato, le imprese risultano fortemente penalizzate,  dall’altro si registra il perdurare di fenomeni speculativi e il conseguimento di maggiori introiti sia per alcuni operatori sia per l’erario».

È un «quadro di tensione crescente», e Unatras lancia l’allarme perché giudica «desolante», da un lato, «la scarsa responsabilità da parte della committenza, che sfrutta la situazione di difficoltà per incrementare i profitti» e, dall’altro, «la superficialità del governo, che non avrebbe attivato alcun tavolo di confronto». E adesso? «Tali condizioni di irresponsabilità e superficialità» –  parola del coordinamento delle associazioni nazionali dell’autotrasporto presieduto dal presidente Fai Paolo Uggè – rischiano ora di «ricadere sull’intero  Paese».

Pasquale Russo e Carlotta Caponi all’iniziativa di Fai Campania

FAI CAMPANIA: PRONTI AL FERMO. Sulla stessa lunghezza d’onda è, ad esempio, la Fai Campania che ha riunito in assemblea all’interporto di Nola i propri associati alla presenza di Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, e della segretaria generale Fai, Carlotta Caponi: «La massiccia presenza di imprese da tutta la regione fotografa con chiarezza la gravità della situazione», viene sottolineato in una nota.

«Le imprese – viene messo in rilievo – denunciano un coinvolgimento insufficiente delle rappresentanze di categoria: le decisioni adottate sono state prese senza un confronto reale con il settore». Ma soprattutto a finire nel mirino è il fatto che «restano senza risposta richieste fondamentali, a partire da risorse adeguate per compensare le perdite e misure urgenti per garantire liquidità».

L’accento viene messo anche sul ripristino del pieno recupero delle accise sul carburante, è stato detto: «Le imprese di autotrasporto, che negli ultimi anni hanno investito in modo significativo nell’acquisto di mezzi meno inquinanti, si trovano oggi penalizzate da una riduzione del recupero delle accise limitata a soli sei centesimi, ritenuta del tutto insufficiente».

«La partecipazione registrata – dice Caponi – dimostra l’urgenza di interventi concreti. Senza risposte immediate, è a rischio la continuità dei servizi e l’equilibrio dell’intera filiera logistica».  E Russo avverte: «Se non arriveranno misure adeguate e un incremento significativo delle risorse, oggi del tutto insufficienti le imprese campane sono pronte ad aderire al fermo nazionale dei servizi».

Pubblicato il
13 Aprile 2026

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