La “Grande Tokyo” entra nella flotta Grimaldi: può trasportare oltre 9mila auto
È la decima nave del gruppo a esser già pronta per il motore ad ammoniaca

Da sinistra Alberto Pera, Silvio Fremura, Massimiliano Nannini, ammiraglio Antonio Ranieri, Alex Tok e Aldo Negri
NAPOLI. È l’ultima delle sette navi gemelle che la compagnia armatoriale della famiglia Grimaldi ha commissionato ai cantieri cinesi Sws (Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding Company Limited) e Cstc (China Shipbuilding Trading Company Limited), tanto l’uno come l’altro appartenenti al colosso di China State Shipbuilding Corporation Limited (Cssc). Si chiama “Grande Tokyo” ed è una nave porta-veicoli (Pctc): è stata consegnata e battezzata a Shanghai. Stiamo parlando della decima nave che all’interno della flotta Grimaldi ha la denominazione “ammonia-ready”, ossia già predisposta per il futuro utilizzo dell’ammoniaca come carburante alternativo.
Dal quartier generale di Grimaldi si ricorda che la “Grande Tokyo” è stata progettata per il trasporto di veicoli (auto, suv e furgoni, sia elettrici che alimentati da combustibili tradizionali), oltre ad altri tipi di carico rotabile. La nave offre una capacità di carico pari a 9.241 ceu, cioè equivalenti auto. Conta anche su quattro ponti adibiti anche al trasporto di merci rotabili di grandi dimensioni, inclusi carichi pesanti fino a 250 tonnellate e con un’altezza massima di 6,5 metri.
Il viaggio inaugurale della “Grande Tokyo” partirà nei prossimi giorni da Ningbo (Cina): destinazione Brasile. Avrà a bordo 6.800 auto destinate ai porti di Paranaguá e Rio de Janeiro. Lunga 200 metri e larga 38, ha una stazza lorda di 77.500 tonnellate: è dotata di un motore elettronico di ultima generazione, caratterizzato da uno dei consumi specifici di carburante più bassi della sua categoria, e rispetta i più severi limiti internazionali in materia di emissioni di CO2, NOx e SOx.
Da dove deriva il nome? È un «omaggio simbolico al Giappone e al suo ruolo centrale nell’ambito dei servizi Grimaldi dedicati all’Asia», dicono dalla sede napoletana della compagnia, segnalando che «il gruppo serve diversi scali giapponesi con collegamenti diretti di linea tra Asia ed Europa, Golfo Persico e Africa Orientale, e continua a consolidarvi la propria presenza». Grazie alle opzioni di trasbordo e ad una rete che comprende oltre 150 porti in 60 Paesi – si afferma – la compagnia è in grado di connettere il Giappone alle principali rotte commerciali mondiali.
Alla cerimonia di battesimo della nuova nave hanno partecipato, tra gli altri, Zhang Wei, vicepresidente di Sws, e Luigi Pacella Grimaldi, che all’interno del gruppo Grimaldi è direttore del settore auto intercontinentale. Nel ruolo di madrina della Grande Tokyo, Rena Kawachi, responsabile del settore risorse umane di Mitsubishi Fuso, azienda giapponese tra i principali produttori di camion e autobus. «È la testimonianza della solida partnership con il Gruppo Grimaldi per l’export di veicoli dal Giappone verso i principali mercati in Africa, Medio Oriente, Nord Europa e Mediterraneo», dicono dalla compagnia.
Queste le parole di Emanuele Grimaldi, amministratore delegato del gruppo Grimaldi: «Con le nostre navi porta-veicoli (Pctc) “ammonia ready” di ultima generazione, caratterizzate da elevata capacità di trasporto ed emissioni drasticamente ridotte, abbiamo definito un nuovo standard di efficienza ed ecosostenibilità nel trasporto mondiale di veicoli lungo le principali rotte globali. Confermiamo il nostro impegno nel consolidare il nostro ruolo di partner affidabile per i nostri clienti, accompagnandone la crescita con soluzioni logistiche sempre più avanzate, in grado di adattarsi alle esigenze di un mercato in continua evoluzione».











