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MONOSCAFO TECH

La Formula 1 della vela: Ferrari svela la livrea di Hypersail

In mare la riscoperta del colore “giallo fly” in luogo del rosso

Foto di gruppo alla presentazione di Ferrari Hypersail

MARANELLO (Modena). Non poteva esserci momento migliore dei giorni della Milano Design Week per dare modo a Ferrari Hypersail di presentare la livrea del monoscafo oceanico volante di 100 piedi sotto il segno di innovazione, aerodinamica e ricerca progettuale. In nome di una nuova frontiera nella navigazione oceanica. Già, perché alle auto che hanno fatto la leggenda la casa del Cavallino rampante ora affianca un impegno nel campo della vela offshore.

Ma con una sorpresa: se nella Formula Uno le Ferrari sono le “rosse” per l’inconfondibile tinta delle auto di Maranello, nel caso di queste vele ipertech si è puntato sul giallo. Beninteso, non per il capriccio bizzarro di andare controcorrente bensì perché il “giallo fly” è presentata come «la seconda anima di Ferrari». Ci tiene a ribadirlo il Ferrari Design Studio: nello sviluppo della livrea dell’imbarcazione si è voluto creare «un collegamento tra il design orientato al futuro di Hypersail e la storia dell’estetica del marchio».

Quel giallo – è stato spiegato – ha una storia, ed è una storia sotto le insegne di Ferrari. È nato da un’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso, celebre per il distintivo casco giallo. Lei era amica di Enzo Ferrari: quel “giallo fly” venne adottato per la prima volta su una 275 Gtb, la prima Ferrari gialla della storia, dando vita a una tonalità destinata a diventare leggenda». È da aggiungere che nel caso di Hypersail, il “giallo fly” trova una ulteriore connessione naturale nella parola “fly” con la specificità di questa  imbarcazione.

Vale poi la pena di ricordare che il materiale principale in Hypersail è il carbonio: la tonalità di grigio, in una nuova variante rinominata “grigio Hypersail”, caratterizza la livrea rivelandosi – viene messo in risalto – «non solo una scelta estetica, ma la diretta espressione delle proprietà fisiche di leggerezza e prestazioni che derivano da questo materiale».

Ferrari Hypersai vista da dietro

I tecnici sottolineano che su questo progetto innovativo il contrasto tra il “grigio Hypersail” e l’iconico “giallo fly” genera un’estetica al tempo stesso uniforme e funzionale: applicato alla cabina, ai “foil” e alle linee della murata,  il giallo richiama «gli stilemi delle più celebri vetture del Cavallino Rampante, facendo emergere con forza il dna del marchio e richiamando, nella distinzione netta di colore, la 512 BB, il primo esempio di  livrea “integrata”».

Torniamo a ricordare la suggestione della Design Week (fino al 6 aprile). Lo facciamo per ricordare che «tra design, innovazione e performance» il progetto Hypersail viene raccontato in un percorso espositivo all’interno del Ferrari Flagship Store di Milano e attraverso l’installazione-faro Hypersail, un’esclusiva installazione scultorea a firma del Ferrari Design Studio sulla terrazza principale di Highline Milano, con vista su piazza del Duomo.

Presentandone l’identikit visuale, è stato ribadito che Ferrari Hypersail nasce come piattaforma di innovazione aperta in cui «competenze diverse si fondono in un processo corale per ridefinire i confini del possibile e raggiungere una sintesi di ingegneria e stile». Stiamo parlando del Tech Team Ferrari, sotto la guida di Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini, del Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, e dell’architetto navale Guillaume Verdier. Con un obiettivo comune: prendere lo spirito progettuale e estetico che il Cavallino rampante mette nelle auto e trasferirlo nel mondo nautico. «Con una tensione continua verso l’innovazione, senza mai perdere l’essenza  della forma», è da mettere in evidenza.

È una barca oceanica offshore: dunque fin dal primo giorno, le scelte estetiche si sono sviluppate – è stato precisato – «entro perimetri ristretti, definiti da vincoli aerodinamici e ingegneristici precisi». Riassumibile così: «La performance detta le regole, il design le  trasforma in bellezza». Ma questo significa una cosa: «In Hypersail il design non è mai solamente un aspetto estetico, ma una conseguenza diretta della  funzione: ogni volume nasce dall’interazione tra vento, acqua e velocità». Ecco perché il Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, ha lavorato in simbiosi con il progettista Verdier e il team di ingegneri Ferrari per «tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in opportunità estetiche».

Qualche citazione estetica? «La silhouette affusolata evoca la purezza delle proporzioni della Ferrari Monza SP1/SP2, mentre  l’esterno del “coachroof” sulla coperta richiama l’architettura della Hypercar 499P, vincitrice a Le Mans. Non solo: dallo scafo al logo Ferrari sulla vela, inserito per dare continuità a un’inedita presenza visiva dell’ “F” lunga iniziata negli anni recenti (l’ala della monoposto F1 2023/2024, il Lifestyle, la Daytona SP3 donata all’asta a Pebble Beach), fino ai dettagli ispirati a La  Ferrari e alle linee della F80.

Merita attenzione il caso dei pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate: hanno una posizione che è stata «determinata da uno studio avanzato dell’esposizione solare che avrà Hypersail, durante la sua navigazione». In concreto: i pannelli solari sono «calpestabili e dotati di un grip specifico»; sono stati integrati con sistemi di fissaggio tecnici, clip e trattamenti dedicati, garantendo all’equipaggio la massima libertà di movimento.

Queste le parole di Flavio Manzoni, responsabile del design di Ferrari: «Hypersail ha rappresentato per il Ferrari Design Studio un’opportunità inattesa: un obiettivo sfidante, per la sua complessità, che ha permesso di estendere la nostra ricerca creativa ad un contesto diverso da quello consueto. In realtà, il Design Studio non è nuovo ad operazioni di questo tipo. Già in passato, l’esperienza maturata in progetti di  vetture da competizione, per citare un settore ad altissimo contenuto tecnologico, ha favorito l’esplorazione di un ambito più complesso, in cui misurarsi e ampliare le nostre competenze».

Così il commento di Matteo Lanzavecchia, capo di Vehicle Engineering Ferrari e responsabile tecnologico di Hypersail: «È una barca unica per dimensioni e tecnologia, sviluppata per garantire massime prestazioni in un ambito unico e imprevedibile come l’oceano. Questo grazie al concetto di base: il volo, reso possibile attraverso un sofisticato sistema di controllo, frutto del know-how maturato sulle nostre  vetture, alimentato da energia recuperata da fonti rinnovabili come il vento, il sole e il movimento». Aggiungendo poi: «La scelta progettuale di un monoscafo deriva dal connubio tra massima efficienza idrodinamica e aerodinamica. In tutte le fasi di progettazione, la collaborazione con il Design Studio ci ha permesso di esaltare e valorizzare le forme e caratteristiche di Hypersail, rendendola un esempio di design e innovazione».

Pubblicato il
24 Aprile 2026

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