Autotrasporto, il governo apre alle richieste dopo l’annuncio del fermo a fine maggio
Unatras: ok gli impegni ottenuti in un incontro con il viceministro Rixi
ROMA. «Un incontro che segna una svolta». Così il commento delle associazioni dell’autotrasporto aderenti al fronte di Unatras dopo il faccia a faccia con vertici del ministero delle infrastrutture. Una novità arrivata dopo che era stato proclamato il fermo dei camion dalla mezzanotte del 24 maggio fino a tutto il 29 maggio compreso. Le organizzazioni lo ribadiscono sottolineando un aspetto chiave nel giudizio: si sono ottenuti «riscontri positivi e impegni concreti su tutte le principali questioni all’ordine del giorno: dal caro carburante agli interventi normativi urgenti, fino alle risorse per la mobilità sostenibile e alle criticità del trasporto insulare».
Da parte del fronte delle realtà dell’autotrasporto si rimarca il fatto che il viceministro Edoardo Rixi «ha ribadito con forza la necessità di intervenire in via prioritaria su trasporti e logistica, confermando il pieno interessamento di Palazzo Chigi». Dalla categoria è arrivata una richiesta di interventi di natura strutturale: si segnala che «attengono direttamente al quadro di finanza pubblica» e richiedono «risorse significative», peraltro la reperibilità di tali risorse «è stata confermata come percorribile».
E sul piano normativo? Secondo quanto riferisce Unatras, il ministero delle infrastrutture si è impegnato su «due fronti immediati»: da un lato, la richiesta al ministero dell’economia di «anticipare l’utilizzo del credito accise rispetto agli attuali 60 giorni»; dall’altro, la predisposizione di una nota esplicativa ufficiale sul corretto funzionamento della clausola del “fuel surcharge”, che viene visto come «strumento essenziale per la tutela economica delle imprese di trasporto».
A ciò si aggiunga – viene sottolineato nella nota di Unatras – che «è stata inoltre confermata ufficialmente, con comunicazione a firma Unatras, la disponibilità di risorse destinate al “sea modal shift”: fondi che, a partire dal prossimo anno, saranno alimentati anche dai proventi del sistema Ets, segnando un passo importante verso l’integrazione modale e la sostenibilità della filiera logistica».
Una ultima sottolineatura è stata dedicata in particolare al trasporto insulare, con particolare riferimento alla Sicilia. «Le imprese che operano nelle isole affrontano costi strutturalmente più elevati e condizioni di mercato oggettivamente penalizzanti: Unatras – si afferma – ha ribadito la necessità di misure dedicate, e il ministero delle infrastrutture ha riconosciuto la specificità di queste realtà, impegnandosi a tenerle in considerazione nell’ambito degli interventi in corso di definizione».
Su quanto sta maturando nel rapporto fra le categorie dell’autotrasporto e il governo interviene la Fai, una delle realtà storicamente rilevanti del settore: lo fa per annunciare che il proprio consiglio nazionale ha «confermato il pieno sostegno all’iniziativa di Unatras per dare attuazione al fermo nazionale dell’autotrasporto qualora non dovessero pervenire le risposte necessarie al settore». Nel frattempo, viene dato mandato alle articolazioni territoriali di proseguire l’iniziativa “100 piazze per l’autotrasporto”.
«Preso atto delle dichiarazioni del ministro, vista la disponibilità finanziaria dichiarata, – dice Paolo Uggè, presidente di Fai – invitiamo il governo a disporre le misure adeguate per ristorare le imprese».











