Genova, l’ultimo miglio degli scavi per il “terzo valico”
Giù il diaframma di Novi Ligure, a metà mese un altro passo avanti

Terzo valico i lavori di scavo di una delle gallerie
GENOVA. Fa un passo in avanti il progetto del “terzo valico” dei Giovi a servizio del porto di Genova: il ministero delle infrastrutture ha annunciato che l’abbattimento dell’ultimo diaframma ha consentito di ultimare gli scavi delle gallerie riguardanti l’interconnessione ferroviaria di Novi Ligure. Stiamo parlando di un passaggio decisivo per il raccordo della nuova linea ad alta capacità – l’ “alta velocità delle merci” – che mette in collegamento diretto Genova con Milano. A che punto siamo? «Ormai raggiunto circa il 96% degli scavi complessivi lungo un tracciato di 87,7 chilometri», dice il ministero. Di fronte alla domanda su cosa resta da realizzare, la risposta è questa: gli ultimi tratti di scavo, cioè nel complesso «circa 1,3 chilometri». Lo presentano come «l’ultimo miglio del “terzo valico”».
Il cronoprogramma come va? Il dicastero ribadisce che «prosegue senza rallentamenti»: a tal riguardo vale la pena di mettere in risalto che «entro la metà di maggio è previsto l’abbattimento di un nuovo diaframma, quello relativo alla galleria del binario dispari tra Vallemme e Castagnola, segnando un ulteriore avanzamento verso il completamento dell’opera».
Relativamente al completamento degli scavi, vale la pena di puntualizzare che «è previsto – questa la risposta del ministero delle infrastrutture – fra la fine dell’anno e le prime settimane di gennaio, cui seguiranno le fasi di armamento, installazione tecnologica, collaudi e messa in esercizio». È da dire che, in parallelo, avanzano anche gli interventi sul “nodo di Genova” e lungo la direttrice Milano–Genova: gli investimenti complessivi oltrepassano «i 13,5 miliardi di euro».
Il dicastero guidato dal vicepremier Matteo Salvini tiene a mettere in evidenza che il progetto relativo al “terzo valico” «contribuisce a superare i limiti infrastrutturali della linea storica», come viene sottolineato. Dal quartier generale del ministero si mette l’accento sul fatto che il risultato è «frutto della piena sinergia con le Regioni Liguria e Piemonte e con il Gruppo Fs» ed è la riprova del fatto che «le grandi opere strategiche per il Paese proseguano con determinazione».
Si tratta di una grande opera pubblica che viene presentata come «infrastruttura strategica per il collegamento tra il sistema portuale ligure e il Nord produttivo del Paese». Aggiungendo poi: «Tutti i fronti risultano attivi, nonostante le complesse condizioni geologiche affrontate in questi anni, tra cui la presenza di gas e amianto, superate grazie all’impiego di tecnologie avanzate». È stato messo in evidenza che gli scavi hanno avuto un avanzamento in contemporanea «su quattro fronti»: ciò – viene rimarcato – «a conferma della complessità e dell’intensità delle lavorazioni».
Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture, si è detto soddisfatto «per l’importante traguardo raggiunto nell’ambito dei progetti finanziati dal Pnrr di competenza del suo ministero: il nuovo snodo ferroviario mira a rafforzare in modo decisivo i collegamenti tra Liguria e Piemonte, potenziando i flussi di traffico merci e passeggeri.











