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LIVORNO

La vertenza del call center Konecta arriva da sindaco e assessore

Già adesso le 76 addette lavorano per 6-7 giorni al mese: il rischio di chiusura

Presidio delle lavoratrici del call-center Konecta davanti al Comune di Livorno

LIVORNO. Già al presente il call center livornese Konecta è in crisi e, siccome l’azienda sta applicando contratti di solidarietà all’80%, le 76 dipendenti stanno lavorando non più di sei o sette giorni al mese. Ma adesso rischia di perdere «anche questa quota minima di lavoro di Tim che per il momento gli consente di restare in vita», come dicono le rsu e le segreterie provinciali Slc-Cgil, Uilcom-Uil e Fistel-Cisl. Con una conseguenza: se questa eventualità si concretizzasse, sarebbe «a grave rischio chiusura già a partire dal prossimo autunno».

Incontro con il sindaco Luca Salvetti e assessore Federico Mirabelli

Le rappresentanze sindacali e le organizzazioni Cgil Cisl Uil di categoria hanno avuto a Palazzo Civico un faccia a faccia con l’assessore comunale Federico Mirabelli per «confrontarsi sulla delicata situazione dell’azienda». Secondo quanto riferito da fonti sindacali, è stato «un incontro costruttivo»: le organizzazioni dei lavoratori hanno illustrato nel dettaglio «gli ultimi preoccupanti sviluppi della vertenza» che mette in pericolo «i 76 posti di lavoro (per la quasi totalità part-time)».

In contemporanea all’incontro a Palazzo civico, una delegazione di lavoratrici ha effettuato un presidio davanti al Comune: «Il supporto delle istituzioni – è stato dichiarato in coro – è fondamentale. Livorno non può permettersi di perdere altri 76 posti di lavoro». Al presidio si è soffermato anche il sindaco Luca Salvetti, che i sindacati hanno ringraziato per l’attenzione.

Il prossimo passo è in agenda per giovedì 14: è stato fissato un incontro con il prefetto Giancarlo Dionisi (e in concomitanza alla riunione sarà effettuato un presidio davanti alla prefettura di Livorno).

Pubblicato il
12 Maggio 2026

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