Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
AMBIENTE MARINO

Recuperata nel mare di Siracusa una rete fantasma lunga 3mila metri

L’iniziativa di Marevivo in tandem con Arca Fondi Sgr e Baps

Il recupero della rete fantasma sui fondali siracusani in zona Ortigia

SIRACUSA. «L’86,5% dei rifiuti trovati in mare è connesso ad attività di pesca: reti, cime, retini, nasse, cordame e cassette di polistirolo, dispersi o abbandonati, si depositano sui fondali o fluttuano in superficie destinati a non degradarsi mai». Il virgolettato è di Marevivo che, in tandem con Arca Fondi Sgr, ha messo in campo una attività di tutela ambientale che ha interessato una zona a ridosso dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa, avvalendosi anche della sinergia con Banca Agricola Popolare di Sicilia (Baps).

Se i rifiuti connessi alla pesca sono così rilevanti è fondamentale rimuoverli, sostiene Marevivo. In questo caso l’intervento ha permesso di portar via dai fondali «una rete fantasma di oltre 3mila metri e diversi attrezzi da pesca da una zona di alto valore storico-naturalistico situata tra Ortigia e Ognina». L’operazione è stata condotta da subacquei specializzati della squadra di Marevivo e del Centro Diving Capo Murro, grazie al quale la rete era stata identificata durante un’immersione.

L’attrezzo da pesca – viene fatto rilevare – si era depositato su «un fondale popolato da coralligeno e posidonia oceanica a 30-40 metri di profondità». Dal quartier generale di Marevivo si segnala che l’utilizzo di particolari sistemi d’immersione denominati “rebreather” (che «consentono permanenze di lunga durata in acqua a profondità elevate») ha garantito che l’operazione si svolgesse in piena sicurezza.

«Le reti fantasma provocano danni inestimabili all’ecosistema marino intrappolando pesci e soffocando la flora in modo costante e duraturo», viene sottolineato dai promotori dell’iniziativa ambientalista.

Massimiliano Falleri, responsabile divisione subacquea di Marevivo, spiega che togliere di mezzo queste reti fantasma è «essenziale per ripristinare l’equilibrio del mare ed evitare che mietano altre vittime». La collaborazione con Arca Fondi Sgr e Baps – viene evidenziato – si inserisce in una visione ampia e condivisa in grado di «coniugare sostenibilità ambientale e responsabilità sociale d’impresa».

A giudizio di Falleri, attraverso interventi strutturati, come il recupero delle reti abbandonate o disperse, è «possibile generare un impatto positivo sull’ambiente e contribuire alla tutela del patrimonio naturale e alla valorizzazione di un tratto di mare incantevole, come quello circostante l’area marina protetta del Plemmirio».

Queste le parole di Simone Bini Smaghi, vicedirettore generale di Arca Fondi Sgr: «Il consolidamento della collaborazione con Marevivo e i risultati ottenuti in questa nuova tappa del nostro percorso ci rendono estremamente orgogliosi. Insieme a Banca Agricola Popolare di Sicilia, proseguiamo con determinazione nel progetto a tutela delle acque italiane, intervenendo in aree di inestimabile valore naturalistico». Poi rincara: «Il recupero della rete fantasma dai fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa rappresenta un’azione concreta per la salvaguardia di un ecosistema vulnerabile e prezioso. Questo intervento non è solo un atto di cura verso il mare, ma testimonia il nostro impegno costante nella valorizzazione del patrimonio naturale e nella promozione di una cultura della sostenibilità che generi valore per tutto il territorio».

Così il commento di Saverio Continella, amministratore delegato di Banca Agricola Popolare di Sicilia: l’impegno in questa operazione di bonifica dei fondali è «qualificante per la nostra strategia di sostenibilità» e riafferma «la centralità del rispetto ambientale nell’esercizio della nostra attività». Aggiungendo poi: «Per noi tutelare l’ecosistema marino non è solo un atto di responsabilità sociale ma un dovere verso il territorio: significa contribuire attivamente a preservare un patrimonio naturale di inestimabile valore, a beneficio della comunità locale e delle generazioni future».

In loco sono intervenuti Patrizia Maiorca, presidente dell’Amp Plemmirio, e Pierluigi Incastrone, dirigente dell’Autorità Portuale. L’attività è stata resa possibile grazie al prezioso supporto di Baps, comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e della Capitaneria di porto Guardia Costiera di Siracusa, Comune di Siracusa, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, Area Marina Protetta del Plemmirio, Capo Murro Diving Center e la società Patti Ambiente srl per lo smaltimento della rete recuperata.

Pubblicato il
14 Maggio 2026

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio