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Cogito, ergo vedo nero

I quattro ponti sul canaletto fra Scolmatore e Darsena Toscana

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita dal pessimismo della ragione (per dirla come Gramsci)  quindi prendetela com’è, se vi interessa.

Parto dal documento di programmazione firmato anni fa dall’allora presidente dell’Authority Stefano Corsini e dal suo segretario generale Massimo Provinciali: un documento che potete ritrovare sul web, con tanto di ricca dotazione di mappe, direttrici e anche tempi di realizzazione. Sembra, a vederlo oggi, il libro dei sogni.

Prima amara realtà: malgrado siano passati svariati anni, gli obiettivi sono rimasti carta straccia, sia per quanto riguarda il nodo stradale e ferroviario del Calambrone, sia per l’allargamento della cinta portuale, sia infine per la grande viabilità relativa al retroporto che comprende (più in teoria che in pratica) anche l’interporto Vespucci di Guasticce.

L’unica scelta sembra essere quella del ponte levatoio sulla foce del canale dei Navicelli: una soluzione a metà, che lascia invariato il problema delle file di auto a ponte aperto e i limiti di flusso e deflusso degli yacht dai cantieri della Darsena di Pisa e del canale stesso. Tanti limiti che alcuni cantieri (si veda Gas & Heat ma non solo) stanno già decentrando a Piombino o altrove.

Seconda amara realtà: l’obiettivo primario, tombare lo sbocco dei Navicelli in Darsena Toscana, è ancora oltre l’orizzonte: e così quello direttamente collegato, eliminare i ponti levatoi che condizionano l’ultimo miglio che verso la sospirata, ipotetica Darsena Europa. Ci vorranno anni: in un’epoca in cui nascono in pochi mesi porti del tutto nuovi, si scelgono rotte alternative, si cancellano traffici storici.  Non vi faccio esempi, tanto li sapete (e in molti casi li subite) tutti.

Terza amara realtà: è ormai chiaro che da parte del ministero delle infrastrutture (Rixi dixit) si punta a rendere operative le aree già quasi pronte della Darsena Europa, puntando ad assegnarle a una delle due cordate in gara, quella di Grimaldi o quella di MSC. Meglio di niente? Può darsi: ma i pessimisti temono che la Darsena Europa vera si possa fermare così per anni. Con la conseguenza che salterebbe anche la destinazione della Darsena Toscana ai soli ro/ro e tutto quello che ne consegue.

Eravamo uno dei primi porti del Mediterraneo, un tempo il primo assoluto per i Teu. Se poi dovesse anche verificarsi la smobilitazione di Camp Darby e dei suoi traffici portuali  (Trump dixit) altro che Darsena Europa… (A.F.)

Pubblicato il
18 Maggio 2026

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