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CONFCOMMERCIO

Livorno, negli ultimi mesi 118 imprese giovanili in meno

“Si faciliti il subentro in ditte già avviate, la Cciaa aiuta così”

Federico Pieragnoli, direttore generale della Confcommercio livornese

LIVORNO. Si rattrappisce l’arcipelago dell’imprenditoria giovanile: alla fine dello scorso giugno nella provincia di Livorno si contavano fra le ditte in mano a chi ha sotto i 35 anni se contavano 118 in meno. Praticamente ne è sparita una ogni 18; basti dire che il dato più recente (fine primavera 2026) ne indica 2.068 come imprese registrate nell’anagrafe della Camera di Commercio rispetto alle 2,186 di dodici mesi prima.

Relativamente a quella fetta di economia che va sotto l’ombrello di “commercio, servizi di alloggio e ristorazione e attività immobiliari”, le imprese giovanili registrate in provincia di Livorno – viene messo in risalto – sono calate a quota 866, cioè dal giugno 2025 al giugno 2026 l’imprenditoria di questo settore ha 44 attività in meno (con un calo del 4,8%) rispetto alle 910 che erano.

Chi suona la sirena dell’allarme è il quartier generale livornese della Confcommercio, l’organizzazione di categoria che a livello nazionale raggruppa il maggior numero di realtà imprenditoriali: lo fa mettendo in circuito le cifre che arrivano dalla “dashboard economia” dell’istituzione camerale guidata da Riccardo Breda. Sotto la luce dei riflettori l’esigenza di interrogarsi sulla capacità del territorio di favorire una nuova generazione di imprenditori.

Non è un caso se a farsi sentire è la Confcommercio: stiamo parlando di un fenomeno che “interessa direttamente anche alcuni dei principali comparti rappresentati dall’associazione”, come viene sottolineato.

Francesca Marcucci, presidente Confcommercio livornese

«Sono numeri che devono farci riflettere»: parola di Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio Provincia di Livorno. “Abbiamo bisogno di giovani che scelgano di fare impresa e dobbiamo creare le condizioni perché questa scelta sia sostenibile. Ma quando parliamo di nuova imprenditorialità pensiamo quasi sempre a un’attività che nasce da zero. Esiste invece un’altra strada: raccogliere il testimone di un’impresa che già funziona e darle un futuro».

È questo del passaggio dell’impresa da una generazione a quella successiva un tema caldo a giudizio di Confcommercio: c’è bisogno che conquisti maggiore peso specifico e maggiore attenzione “all’interno delle politiche di sostegno all’imprenditorialità”.

Marcucci lo spiega così: «Un negozio, un pubblico esercizio, una struttura ricettiva o un’agenzia che non trova continuità rischia di portare con sé, al momento della chiusura, un patrimonio costruito nel tempo: clientela, competenze, relazioni, avviamento e, in alcuni casi, occupazione».

È un tasto sul quale insiste anche il direttore generale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli: le ditte chiudono talvolta paradossalmente anche se potrebbero avere una prospettiva davanti a loro.

«Non tutte le attività che arrivano alla fine di un percorso imprenditoriale sono attività senza futuro: talvolta – tiene a sottolineare – manca semplicemente qualcuno disposto a raccogliere il testimone”. Per un giovane interessato a mettersi in proprio, come mette in luce Pieragnoli, subentrare in un’impresa esistente può significare “partire con un’esperienza, un mercato e un patrimonio di relazioni già consolidati”. E aggiunge: “Dobbiamo riuscire a far incontrare chi vuole lasciare un’impresa con chi vuole cominciare a fare impresa».

Un segnale in questa direzione – è l’argomentazione dell’organizzazione dei commercianti – arriva anche dagli strumenti messi a disposizione dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. È da guardare con attenzione il fatto che il bando a sostegno della creazione d’impresa 2026 riconosce “condizioni più favorevoli alle nuove imprese nate nell’ambito di un passaggio generazionale: in questi casi il contributo arriva al 70% delle spese ammissibili, rispetto al 60% ordinario, fino a un massimo di 5mila euro”.

Vale la pena di ricordare che le domande possono essere presentate entro il 10 novembre prossimo, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. Dalla Confcommercio livornese viene segnalato che “per il momento, dallo stato di avanzamento del bando sul sito della Camera di Commercio risultano ancora oltre 47mila euro disponibili”.

Pieragnoli la indica come «una misura estremamente positiva»: vale dunque l’invito agli interessati a sfruttare l’opportunità contattando gli uffici Confcommercio per consulenza e assistenza chiamando lo 0586 1761060».

«Il contributo economico però è solo una parte della risposta. Il passaggio d’impresa – rincara – va accompagnato da accesso al credito, formazione, assistenza e strumenti che facilitino concretamente il subentro».

Pubblicato il
11 Settembre 2026

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