Ecco il molino che lavora grano 100% toscano senza glifosate
Accanto allo stabilimento che produce pane e pizze

Il presidente della Regione Eugenio Giani all’inaugurazione del nuovo molino a Castelfiorentino
CASTELFIORENTINO (Firenze). Il nuovo mulino è giusto accanto al polo industriale che produce pane, pizze, focacce e prodotti da forno, freschi e surgelati: in tal modo integra la sezione di macinazione direttamente al sito di panificazione per «una produzione all’insegna della sicurezza alimentare e della filiera corta». A dirlo è la Regione Toscana, segnalando che, da un lato, «il grano lavorato nel mulino sarà 100% toscano, senza glifosate e a residuo zero», dall’altro, la società è controllata completamente da Unicoop Firenze.
Stiamo parlando del nuovo Molino San Matto a Castlefiorentino (Firenze) realizzato accanto allo stabilimento produttivo di Cerealia che, secondo quanto reso noto, entrerà in funzione con il raccolto 2026.
All’inaugurazione è intervenuto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; al suo fianco, l’assessore Leonardo Marras che nella squadra di Giani si occupa all’economia e all’agricoltura. «Sicurezza e filiera corta, qualità e salute, utilizzo di grano toscano senza glifosate e a residuo zero: oggi con l’inaugurazione del Molino San Matteo – queste le parole di Giani – si completa il progetto che mette insieme, nel percorso cooperativo, l’intera filiera produttiva, coinvolgendo cento agricoltori toscani e mettendo in connessione diretta la produzione agricola di un dato territorio con il consumatore. Un risultato reso possibile dalla collaborazione di Unicoop Firenze, Cerealia e Molini Popolari Riuniti, la cooperativa che prende in gestione il Mulino, e che conferma il valore della collaborazione diretta tra diversi segmenti della filiera produttiva. Un valore aggiunto per l’agroalimentare toscano».
Secondo quanto è stato sottolineato, il progetto collega in modo diretto i diversi attori che gestiscono ogni fase: coltivazione, produzione, punto vendita fino alla tavola del consumatore.
Ecco la dichiarazione dell’assessore Marras: «In un momento così complesso per tutta la nostra cerealicoltura, il nuovo Molino San Matteo rappresenta un investimento ancora più importante per il sistema economico e agricolo toscano: porta dentro una filiera concreta il valore della qualità, della tracciabilità e della trasformazione sul territorio. Il grano toscano non viene soltanto prodotto, ma raccolto, lavorato e trasformato all’interno di un rapporto diretto tra agricoltori, cooperazione e industria alimentare: è così che la materia prima può generare più valore e una remunerazione più equa per chi lavora nei campi».
Marras tiene a sottolineare che il coinvolgimento di oltre cento agricoltori così come il collegamento diretto con Cerealia e con la rete dei punti vendita Unicoop Firenze sono la riprova che «la filiera corta può essere anche innovazione e competitività». Aggiungendo poi: «La farina 100% toscana, senza glifosate e a residuo zero, offre inoltre una garanzia in più ai consumatori. È un progetto che rafforza l’agroalimentare regionale e dimostra come cooperazione, impresa e territorio possano crescere insieme».











