Ferrari Hypersail sceglie Livorno come base operativa della “Formula 1 del mare”
L’alleanza del Cavallino Rampante con Azimut nel segno della vela ultratech

Cantiere Azimut Benetti sul lungomare di Livorno
LIVORNO. Come se Cristiano Ronaldo e Leo Messi avessero qualche anno fa deciso di giocare nella stessa squadra. Ma qui siamo nel campo delle barche e i nomi sono quelli di Azimut Yachts, da più di un quarto di secolo numero uno della classifica mondiale dei produttori di grandi yacht, e di Ferrari Hypersail, l’avventura ipertech del “Cavallino Rampante” di Maranello in chiave marinara. Stiamo parlando dell’innovativo progetto di monoscafo volante di 100 piedi nato per sfidare gli oceani, che sta cambiando il settore: ebbene, è stato deciso che la base operativa del progetto Hypersail sia a Livorno negli spazi del cantiere Azimut in zona Porta a Mare.
La nuova sede – viene messo in evidenza dal quartier generale ferrarista di Maranello – è concepita come «una vera e propria “casa del progetto” rappresentando, inoltre, il punto nevralgico per le attività a terra e in mare con un’infrastruttura d’eccellenza a supporto della gestione logistica e pratica delle prossime fasi di sviluppo e test in acqua».
fLa sede livornese – a contatto di gomito con il Porto Mediceo dove sta sorgendo il nuovo porto turistico di Livorno – ospiterà «uffici dedicati al team di lavoro, agli ingegneri e allo “shore team”, palestre e aree per la preparazione atletica, oltre a laboratori specializzati per le componenti idrauliche, elettriche, meccaniche e per la stampa 3D». Da Ferrari fanno sapere che la base sarà inoltre «il punto di riferimento per partner, stakeholder e ospiti del progetto, favorendo l’incontro tra tutte le realtà che contribuiscono alla crescita di Ferrari Hypersail».
La scelta degli spazi all’interno di Azimut a Livorno: per un verso, garantiscono l’accesso diretto al Mar Tirreno (con «un’ampia varietà di condizioni marine, utili per svolgere una campagna di test strutturata e continuativa»); d’altro canto, a ciò «si unisce la vicinanza geografica a Maranello, indispensabile per un continuo scambio di competenze con i diversi dipartimenti di ingegneria e design Ferrari che stanno supportando lo sviluppo tecnologico del progetto».

Giovanna Vitelli, presidente di Azimut-Benetti
L’annuncio ufficiale indica che Azimut – il “gigante” degli yacht fondato da Paolo Vitelli nel ‘69 e ora guidato dalla figlia Giovanna – è “technical partner” e “official yachting partner” di Ferrari Hypersail. È già spiegato che l’alleanza si estenderà al mare con l’Azimut Fly 72 x Ferrari Hypersail, la “tow boat custom” che l’ufficio tecnico di Azimut ha «sviluppato per supportare Ferrari Hypersail durante le prime prove di volo del prototipo e nelle eventuali successive campagne di test». Del resto, Azimut può mettere a disposizione del “Cavallino” versione vela ultratech sia una storia pluridecennale di ricerca e una storia aziendale sotto il segno dell’innovazione da portare dentro quello che viene definito «un progetto italiano di grande ambizione e alto contenuto tecnologico».

L’emblema dell’alleanza fra Azimut e Ferrari Hypersail
Il Dipartimento R&D e l’ufficio tecnico di Azimut hanno un compito preciso in questa alleanza fra fuoriclasse in quella che chiamano «una sfida tecnica ad alta complessità»: devono progettare «un’imbarcazione dalle elevate prestazioni per portare a circa 30 nodi di velocità il prototipo Ferrari Hypersail durante le prime prove senza armo e vele, supportando le dinamiche di decollo e volo su foil».
Di cosa stiamo parlando? La soluzione sviluppata – viene sottolineato – prevede la “customizzazion”, cioè l’adattamento come fosse un vestito sartoriale su misura, della piattaforma dell’Azimut Fly 72 «attraverso un intervento mirato sul rapporto peso-potenza».
Per conseguire il risultato ci sono due strade da percorrere. Da un lato, un «drastico piano di alleggerimento basato sull’uso esteso della fibra di carbonio»: in tal modo il peso complessivo è stato diminuito di sei tonnellate. Dall’altro al peso complessivo. Dall’altro, l’integrazione nell’architettura strutturale e impiantistica di 4mila cavalli: in questa maniera si raddoppia la potenza del modello in virtù di una configurazione sviluppata in esclusiva per Ferrari Hypersail che, com’è stato ribadito presentando l’iniziativa, ha infuso nello yacht uno spirito corsaiolo molto “ferrarista”. Inutile dire che questa doppia mutazione ha richiesto una progettazione che è stata «resa possibile dall’esperienza del team e dall’uso pionieristico che Azimut ha fatto della fibra di carbonio nel mondo dello yachting», è stato spiegato.
Per assicurare il Fly 72 al prototipo, lo scafo – viene messo in luce dal quartier generale di Azimut – è stato inoltre equipaggiato con uno specifico “tow post”, che è stato «dimensionato attraverso rigorose analisi di resistenza per sostenere le estreme sollecitazioni statiche e dinamiche». Viene descritto come «un intervento di grande rigore ingegneristico»: sono state coinvolte in modo integrato «le competenze Azimut di progettazione navale, strutturale, impiantistica e di allestimento».
È da aggiungere poi che l’intera configurazione di bordo è stata personalizzata per accogliere il team guidato da Enrico Voltolini e agevolarne il lavoro durante le prove. Vale la pena di ricordare che, nelle fasi successive, l’Azimut Fly 72 potrà essere «utilizzato anche per l’equipaggio e come “Vip Hospitality”. L’imbarcazione – è stato detto – affiancherà così Ferrari Hypersail «dai primi momenti chiave di test fino ai principali appuntamenti nel mondo». È così che «l’innovazione ha preso il volo», ripetono da Azimut giocando le parole visto che la vela ultratech ad alte prestazione adesso di fatto “vola” sull’acqua con le “ali” dei “foil”.











