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SUPERYACHT OVER 24

Premiato il “crossover del mare” firmato Azimut

Al “Magellano 27M” il “Design Innovation Award 2026”

Il “Magellano 27M” firmato Azimut è stato premiato al Design Innovation Award per la categoria superyacht oltre i 24 metri

VIAREGGIO. L’hanno definito il “crossover del mare” e, come raccontano dal quartiere generale di Azimut Benetti, ha avuto sul mondo degli yacht un impatto paragonabile a quello dei suv nel mondo dell’auto. Ha visto la luce a partire dai primi anni Duemila in virtù delle intuizioni di Paolo Vitelli e della figlia Giovanna ora al timone del gruppo: il “Magellano 27M” ne è il terzo capitolo in una storia che fa da apripista a una categoria del tutto inedita – è stato detto – che mette insieme, da un lato, un design sotto il segno di «volumi generosi per lunghe navigazioni» ma anche «linee eleganti e senza tempo» e, dall’altro, «un’esperienza valorizzata da una carena Dual Mode che garantisce comfort superiore in un’ampia gamma di condizioni e velocità». A caratterizzarla la carena ad alta efficienza è la prua verticale e la doppia chine.

Adesso il “Magellano 27M” firmato Azimut è risultato vincitore del “Design Innovation Award 2026” nella categoria “Superyacht oltre 24 metri”: il premio promosso da Confindustria Nautica e I Saloni Nautici, giunto all’edizione numero 7, è stato assegnato in occasione del Salone Nautico Internazionale di Genova stiamo parlando di un riconoscimento che, com’è stato ribadito, «valorizza i progetti che si distinguono per ricerca, innovazione e qualità del design nel panorama della nautica da diporto».

Dietro la scelta della giuria c’è una ragione di fondo, che è stata messa nero su bianco: al “Magellano 27M” viene riconosciuta «la capacità di coniugare una rottura di schemi stilistici, innovazione distributiva, eleganza nelle finiture e un perfetto dialogo con elevati standard di qualità degli spazi interni». L’esito ottenuto? Un prodotto «dalla forte identità, ma che dichiara la sua vocazione di imbarcazione da vivere».

Sono stati fatti dialogare fra loro il designer finlandese Jarkko Jämsén con Amdl Circle, Michele De Lucchi e Davide Angeli. Lo stato maggiore della casa costruttrice sottolinea» «il talento eclettico di Jämsén, che spazia dai superyacht iconici alla progettazione di imbarcazioni a vela all’avanguardia e all’industrial design, conferisce agli esterni una potente forza scultorea». All’interno – viene sottolineato – questa architettura rigorosa incontra «lo stile italiano, guidato dalla scelta distintiva di De Lucchi di affidare l’intera narrazione al calore del legno».

Il cuore dello yacht è la loggia mediterranea, uno spazio aperto e sospeso tra interno ed esterno: qui la vita a bordo rallenta durante le lunghe traversate e nelle soste all’ancora.

Il designer degli esterni Jarkko Jämsén – viene puntualizzato – ha progettato il concept dello yacht attorno a un’idea radicale: come «opera d’arte in dialogo con l’ambiente concepita non per dominare la natura, ma per esistere attraverso di essa». Da tradurre così, nelle intenzioni del progettista: spogliare il progetto di tutto ciò che è superfluo, la forma essenziale dello yacht diventa «uno specchio nel quale mare, cielo e luce riscrivono continuamente le proprie superfici». Secondo quanto ricorda il produttore, i flabelli in legno a poppa sono «elemento estetico distintivo dell’intera serie Magellano»: si avverte il calore del legno che frammenta «la luce del sole in fasci di luce e ombra».

Veduta azimutale di un aparte del “Magellano 27M” di Azimut

L’inedita loggia di “Magellano 27M” affacciata sul mare riprende questo segno di legno e di luce contrassegnandone l’identità. Al centro del progetto degli interni per mano di Amdl Circle & Michele De Lucchi c’è il “main deck”, che è stato «concepito come una grande loggia sul mare: uno spazio dalle ampie vetrate, immerso nella luce e scandito da elementi architettonici in legno che richiamano le pergole e i patii mediterranei». Con una caratteristica: gli spazi non vengono «percepiti come una successione di ambienti, ma come un unico spazio fluido, nel quale lo sguardo può muoversi senza interruzioni e il mare è costantemente presente».

Il legno viene posto come «protagonista assoluto attraverso una ricca varietà di texture: rigate, incise, fiammate e scolpite, capaci di creare profondità visiva e tattile». Da aggiungere che nel salone del “main deck” e nella suite armatoriale, il rovere chiaro incontra dettagli in noce, mentre un raffinato motivo tridimensionale collega tra loro le diverse essenze. De Lucchi guarda all’«antica artigianalità giapponese» per introdurre nello spazio «uno stile fusion discreto e sofisticato». Ad esempio, superfici lignee tridimensionali e tattili coabitano con tavolini lavorati a mano mediante la tradizionale tecnica Naguri. Per dirne un’altra: sopra la testata del letto, la parete «non ospita un’opera d’arte ma è essa stessa l’opera d’arte, rivestita con il prezioso tessuto Hosoo, realizzato a mano su antichi telai di Kyoto risalenti a trecento anni fa».

A completare il progetto – viene messo in rilievo – sono le lampade-scultura firmate da Produzione Privata, lo studio di design fondato da Michele De Lucchi nel 1990 per promuovere la sperimentazione e l’eccellenza artigianale. Creazioni come le lampade Jona e Metafisica dialogano con alcuni dei più iconici progetti di Artemide, trasformando la luce in un vero elemento architettonico.

Da Azimut tengono a porre sotto i riflettori il fatto che, così come avviene per il design, una analoga evoluzione si riscontra anche sotto la linea di galleggiamento in nome di una «navigazione a lungo raggio all’insegna di sicurezza e comfort». Si pensi al progetto di carena che punta ad «attenuare l’impatto sulle onde e attraversarle, anziché cavalcarle», com’è stato spiegato. Una caratteristica di comfort che contrassegnava già il primo modello di “Magellano” varato nel 2009 e qui ulteriormente sviluppato. L’esito è la carena “Dual Mode”, sviluppata dal dipartimento R&D di Azimut Benetti Group in collaborazione con P.L. Ausonio Naval Architecture. «È una carena a doppio spigolo – viene specificato – con una prua verticale che allunga la lunghezza al galleggiamento e agevola l’ingresso nell’onda, e uno skeg centrale per ottimizzare la stabilità di rotta in tutte le condizioni di mare». È da dire che la -–presenza del doppio spigolo «attenua l’impatto frontale sull’onda».

Ancora un aspetto da sottolineare: attorno al 30% delle superfici dello yacht è realizzato in fibra di carbonio. Questo – viene rimarcato – permette di «ridurre il peso complessivo e migliorare efficienza, consumi e prestazioni dinamiche». Non è tutto: grazie al laboratorio interno di tecnologia applicata un team di ricercatori e progettisti ha messo a punto innovazioni in grado di garantire maggiore silenziosità e dunque una migliore qualità del tempo a bordo intervenendo su rumore, vibrazioni ed emissioni grazie a soluzioni tecniche dedicate.

Il salone dello yacht “Magellano 27M” realizzato da Azimut

Pubblicato il
5 Ottobre 2026

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