I giganti delle flotte: mercato sempre più concentrato, l’85% nelle mani di dieci big

Tabella delle prime dieci compagnie secondo la classifica di Alphaliner
La capacità containerizzata globale sfiora i 30 milioni di teu e la concentrazione del settore raggiunge livelli record. A guidare la corsa è Msc, che allunga il vantaggio su Maersk e Cma Cgm; c’è invece chi perde terreno, come Zim, che arretra dell’8%.
Se avete ordinato un prodotto dall’altro capo del mondo, le probabilità che abbia viaggiato su una nave di una delle dieci compagnie elencate nella classifica Alphaliner sono altissime. Ben l’84,5% della capacità globale di trasporto containerizzato è oggi concentrata nelle mani di soli dieci operatori. Più della metà di tale percentuale – cioè il 47,8% – è controllata dai primi tre.
Il dominio inarrestabile di Msc
Il gruppo Msc (Mediterranean Shipping Company) continua a infrangere i record del settore: a settembre 2026 la sua flotta supera i 7,4 milioni di teu, con una crescita annua del 9%. Si tratta di un dato impressionante, se si considera che la capacità di Msc equivale ormai alla somma di quella di Maersk e di quasi metà di Cma Cgm. Il gruppo svizzero, nato a Ginevra come piccola linea di trasporto tra il Mediterraneo e l’Africa, si è trasformato nel principale armatore mondiale beneficiando di un’aggressiva politica di acquisizione di navi di seconda mano e di un ordine di nuove unità mai visto prima nella storia della marineria.
La corsa a tre
Dietro Msc, il podio si consolida: Maersk (Danimarca) segue con 4,75 milioni di teu (più 3%), mentre Cma Cgm (Francia) tocca quota 4,39 milioni, crescendo del 9% e mantenendo il passo della rivale svizzera. A seguire troviamo la cinese Cosco con 3,66 milioni di teu (più 6%), un ulteriore segnale del ruolo sempre più centrale della Cina nel commercio marittimo globale.
Il gruppo di inseguitori e chi indietreggia
Nella fascia media si muovono Hapag-Lloyd (2,4 milioni di teu, sostanzialmente stabili con un -0,1%), One (2,17 milioni, più 3%) ed Evergreen (2,02 milioni, più 8%). Chiudono la top ten Hmm (1,04 milioni, più 8%) e Yang Ming (0,76 milioni, più 4%). Le uniche note negative arrivano da ZIM — la compagnia israeliana che riduce la flotta dell’8% — e da Hapag-Lloyd, bloccata in una fase di transizione.
Un settore che cresce tutto insieme
Il dato più significativo è il trend complessivo: la capacità della top ten è passata dai 25,7 milioni di teu di settembre 2024 ai 29,3 milioni di settembre 2026, segnando un incremento di quasi il 14% in due anni. Otto vettori su dieci hanno aumentato la propria flotta rispetto all’anno precedente.
Si tratta di un’espansione che fa discutere: da un lato sostiene la domanda post-pandemica e la crescita del commercio globale, dall’altro alimenta le preoccupazioni per un’imminente sovracapacità, la quale potrebbe comprimere le tariffe di nolo e riaccendere la guerra dei prezzi tra i grandi armatori.
Se il mare è l’arteria del commercio mondiale, questa classifica dimostra che il cuore di quell’arteria batte sempre più forte — ed è tenuto sotto controllo da sempre meno mani.
Angelo Roma











