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Piattaforma Europa? Almeno un “piano B”

Constatata l’impossibilità di realizzare l’ambizioso progetto del megaporto containers l’Authority sta lavorando su scelte più realistiche – La relazione di Provinciali

Fiorenzo Milani

Massimo Provinciali

LIVORNO – C’è dunque un “piano B” per la Piattaforma Europa, ovvero per il sospirato mega-porto commerciale del futuro. Ne ha parlato il segretario generale dell’Autorità portuale, Massimo Provinciali lunedì sera al Propeller Club, di ritorno da Roma dove al ministero hanno illustrato alcune delle linee guida di un prossimo decreto per l’autonomia finanziaria (molto parziale) per i porti.

L ’idea di un “piano B” per la Piattaforma Europa è la risposta dell’Authority di Giuliano Gallanti ai tanti che, dopo l’ubriacatura sul progetto del professor Noli da un milione di euro – pura fantaeconomia in tempi come questi – si chiedono e si chiederanno se l’attuale Darsena Toscana ha un futuro per le portacontainers.


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Il quesito se l’è posto, da tempo, il presidente del Propellers Club Livorno Fiorenzo Milani: che da pilota portuale conosce bene i limiti della attuale Darsena, e anche le difficoltà crescenti che ci saranno per far entrare le navi delle generazioni in arrivo, lunghe ben oltre 300 metri e larghe da 50 metri in su. E’ a tutti chiaro che la Darsena Toscana può contare solo su un futuro da feeders: salvo “ribaltare” le sue banchine ad ovest, fuori dalla Darsena stessa (progetto Piattaforma Europa). Oppure.

E’ sull’oppure che l’Autorità portuale di Gallanti sta lavorando, con il “piano B”. Che, assonanze a parte con certi “lati B” di cui le cronache mondane spesso si occupano non senza deliziarci la vista, ha il vantaggio di richiedere investimenti estremamente ridotti rispetto al piano originale, consentendo tempi più rapidi ed offrendo la possibilità alle fullcontainers fino a 8/10 mila tonnellate di attraccare in relativa sicurezza. La nuova idea di porto dei containers prevede di utilizzare l’attuale vasca di colmata come piazzale di smistamento integrato agli attuali piazzali della Darsena Toscana mentre le banchine saranno ricavate dalla diga che chiude a nord l’avamporto e alla quale si “appoggia” oggi la darsena petroli.

Quanto di realistico e quanto ancora sia da mettere a punto su questo “piano B” fa parte delle valutazioni personali. E il segretario generale dell’Authority, da funzionario intelligente e realista, non si nasconde che ci sono numerosi interrogativi anche nella migliore delle ipotesi. Ne parleremo riprendendo il dibattito che si è sviluppato lunedì sera. Una cosa è certa: tramontato (per questi tempi: e forse per questa generazione) il sogno troppo ambizioso della Piattaforma Europa, è almeno positivo che non ci si accontenti di aspettare e si rilanci con un “piano B”. Purchè davvero ci si creda e si operi per attuarlo.

A.F.

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Pubblicato il
30 Maggio 2012

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