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Ma parte o no il “Marina” del Porto Mediceo?

Nell’immagine: Il rendering del “Marina” D-Martin di Livorno.

È la domanda che sempre più spesso, dall’inizio dell’anno, ci viene posta dai tanti armatori delle imbarcazioni e delle barchette che stazionano nel Porto Mediceo di Livorno: dove il grande progetto del “Marina” da 800 posti doveva essere già in costruzione e invece, sottolineano loro, non si vede né sente niente. Per qualcuno, come ci ha scritto sul web, è addirittura una speranza che le cose rimangano così.

Seguiamo la stampa cittadina e anche il vostro giornale per rintracciare qualche notizia sull’inizio dei lavori del “marina” di Benetti nel nostro Porto Mediceo. Siamo in tanti, specialmente a ridosso del “muro del pianto” con forti preoccupazioni per il futuro nei nostri accosti: avevamo letto che ci avrebbero sistemati in Darsena Nuova, ma per le barche a vela sarebbe stato un Purgatorio, con l’ostacolo del ponte girevole a impedire entrate ed uscite non condizionate. Insomma, che succede? L’improvvisa morte del patron Paolo Vitelli ha fermato tutto?

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In effetti il povero Paolo Vitelli, che seguiva di persona lo sviluppo del progetto, aveva promesso che i lavori sarebbero cominciati lo scarso aprile, in parallelo o quasi con l’apertura della viabilità attraverso il prolungamento di via Fagni fino al Molo Mediceo, già liberato dalle ordinanze dell’AdSP dagli insediamenti della Lega Navale livornese e parzialmente dell’Assonautica. Tutto invece appare fermo: né sulle banchine, né sulla strada si è messa mano, malgrado anche di recente sul quotidiano livornese Il Tirreno fosse stato confermato per questi giorni l’inizio dei lavori. Come noto sarà a gestire il nuovo porto turistico il gruppo internazionale D-Marin (nato nel 2003 in Grecia, controllato al 100% da CVC Capital Partners – fondo da 186 miliardi di euro di asset che lo ha acquistato nel 2021 –, con 150 milioni di euro di fatturato e 26 porti turistici in portafoglio, tra Spagna, Grecia, Turchia, Croazia, Montenegro, Croazia, Albania, Malta e Italia). Il gruppo è in associazione con Azimut Benetti, che manterrà per le proprie esigenze la parte già attualmente occupata dai suoi yachts.

Il progetto è effettivamente grandioso. Oltre il ponte girevole, sull’Andana delle Ancore, parcheggi, uffici della marina, del porto e degli ormeggiatori, mentre l’ex hangar della Polmare sarà trasformato in un ristorante a vetrate di 220 metri quadri.

E poi lungo la banchina, in quella che viene chiamata piazza del Molo Mediceo, ci saranno spazi verdi per trovare infine il garage multipiano da 200 posti auto sui 547 totali previsti nell’intera superficie.

Nicolò Caffo, general manager D-Marin Italia, ha dichiarato a suo tempo, presentando il progetto, che l’obiettivo del gruppo è di espandersi, con l’idea di riprodurre, con i porti turistici, quanto hanno fatto le grandi catene di alberghi, come Sheraton o Four Seasons, andando a formare una rete integrata dove vengono forniti servizi di alto livello nel Mediterraneo. 

Di fatto la gestazione è stata e continua ad essere lunga, anche perché è stato necessario trovare un accordo tra numerose istituzioni, non ignorando chi ha già da tempo la barca nel Mediceo. Semmai ci sono dubbi sul fatto che negli ultimi tempi, mentre si perfezionavano le pratiche burocratiche e gli accordi tra gli enti, le barche all’interno del Mediceo, specie davanti a quello che gli utenti chiamano “il muro del pianto” sembrano essersi moltiplicate…

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Pubblicato il
25 Gennaio 2025
Ultima modifica
28 Gennaio 2025 - ora: 17:29

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