Il fronte dei camion: speculazione choc, si rischia il blocco dell’autotrasporto
Unatras a colloquio con il viceministro: ecco le nostre sei proposte per evitare il baratro

Paolo Uggè guida Unatras la realtà che raggruppa le associazioni dell’autotrasporto
ROMA. Doppiamente inaccettabile: da un lato, perché «frutto di speculazione da punire in maniera decisa»; dall’altro, perché alle imprese dell’autotrasporto «è venuta meno la liquidità per far fronte alle maggiori spese». Risultato: caro viceministro, c’è il rischio concreto che «le aziende siano costrette a fermare i propri mezzi nei piazzali». È quanto è stato detto nell’incontro al ministero dei trasporti: era stato convocato per l’emergenza del caro carburanti dopo l’attacco di Israele e Usa all’Iran. L’ha detto Unatras, che rappresenta il fronte delle associazioni dell’autotrasporto merci presieduta da Paolo Uggè, denunciando la situazione al viceministro Edoardo Rixi, dato che il settore «ormai da due settimane deve fare i conti con il vertiginoso aumento del costo del gasolio».
È stato segnalato che «su quasi tutto il territorio nazionale si registra una quotazione abbondantemente sopra i 2 euro al litro, che sta mettendo in estrema difficoltà migliaia di imprese di autotrasporto che non riescono a ribaltare i maggiori costi sui committenti»: così le parole di Unatras nel faccia a faccia.
Il fronte dell’autotrasporto ricorda che occorre scongiurare il pericolo di uno stop dalle conseguenze drammatiche perché – è stato detto – «l’economia che viaggia su gomma di fatto si bloccherebbe». Dunque, il coordinamento unitario delle associazioni Unatras ha chiesto misure precise quali:
- la possibilità di «utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise, senza dover attendere il silenzio-assenso dei 60 giorni per utilizzare il credito spettante»;
- la «sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali, contributivi» per affrontare una situazione emergenziale («e dare liquidità immediata alle imprese»);
- un «contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta» per compensare i maggiori costi sostenuti negli acquisti dei carburanti («come già avvenuto per la guerra russo-ucraina»);
- l’«adeguamento del costo carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio» che devono essere aggiornati dal ministero («e sono cogenti nei contratti in forma non scritta»);
- la valorizzazione della clausola del “fuel surcharge” quale «elemento indispensabile nei contratti scritti, pena la nullità del contratto»;
- il proseguimento del tavolo di confronto per «monitorare la situazione emergenziale con il coinvolgimento di “Mr. Prezzi”, Garante per la Sorveglianza sui Prezzi, e degli altri ministeri competenti».
Unatras rende noto che «su tutte queste proposte il viceministro Rixi, consapevole della gravità del contesto e l’importanza fondamentale del trasporto su gomma, ha richiesto indicazioni puntuali da trasmettere al ministero dell’economia e finanze per una pronta valutazione di merito e l’inserimento nei prossimi provvedimenti» che il governo varerà sull’emergenza in atto.











