Taranto, il nuovo piano operativo triennale punta sulle energie rinnovabili
Vuole essere il polo-chiave per l’energia del vento in impianti offshore

Authority di Taranto, uno degli incontri per discutere il piano operativo triennale
TARANTO. Il «completamento delle infrastrutture per le energie rinnovabili» sta in testa alla lista di quanto viene definito «priorità assoluta»: alla pari, anzi perfino prima della «pianificazione di aree dedicate» e della «diversificazione logistico-industriale». Tutto questo «in linea con le politiche governative che individuano Taranto come polo nazionale per il settore». Non potrebbe essere più esplicito il desiderio del porto di Taranto (e dell’Authority che lo governa) di puntare sull’eolico offshore: fare cioè del sistema portuale del mar Ionio il punto di riferimento per l’energia prodotta dal vento con impianti disseminati in mare.
L’idea sta ora non più “soltanto” nell’azione quotidiana ma anche nella bussola di orientamento strategico che l’Authority tarantina si è data con il nuovo piano operativo triennale. L’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, in sede consultiva, aveva dato parere positivo, adesso è arrivato anche il semaforo verde da parte del comitato di gestione con un nuovo strumento di programmazione che arriva al 2028.
Come viene sottolineato dall’ente, la formulazione del nuovo indirizzo strategico del porto di Taranto è stato tracciato dal presidente Giovanni Gugliotti fin dal suo insediamento al timone e rappresenta il “parallelogramma delle forze” che è emerso dal coinvolgimento di una vasta schiera di soggetti coinvolti nell’intera comunità portuale ma anche, al di fuori di essa, nell’espressione della rete territoriale. A ciò si aggiunga che la tecnostruttura dell’ente ha intrecciato «una proficua collaborazione» con i referenti di Ilp Consulting e si è avvalsa del «contributo di un team internazionale composto dai tecnici di Haskoning, leader globale nel settore dell’eolico offshore».
Un poker di elementi sono messi al centro:
- transizione green,
- sviluppo traffici e promozione,
- transizione digitale,
- governance e cooperazione.
Con il piano operativo triennale l’Authority dichiara di voler puntare su «sostenibilità, innovazione e diversificazione dei traffici»: tutto converge su «una “roadmap” attuativa per attrarre traffici e investimenti, rilanciando il ruolo di Taranto nel Mediterraneo, consolidando il sistema portuale e generando ricadute positive in termini di innovazione e occupazione».











