Fai: ok la scelta del governo ma i fondi sono inadeguati alle necessità
Ribadita l’esigenza di una azione decisa contro gli speculatori
ROMA. Ben venga «la concreta attenzione dimostrata dal governo verso l’autotrasporto», ma occorre «cautela»: a cominciare dal fatto che «è evidente, prima di tutto, la necessità di adeguare lo stanziamento di cento milioni: una cifra che appare insufficiente a coprire l’aumento dei costi sostenuti». Parte da qui la Fai, federazione di categoria dell’autotrasporto, per mettere l’accento su «due aspetti chiari» che emergono «dopo le decisioni del governo». Quali? «Da un lato, si dà per certo il recupero degli incrementi in corso; dall’altro, la committenza sfrutta l’incertezza per chiedere agli operatori dell’autotrasporto riduzioni dei corrispettivi», dice l’organizzazione degli autotrasportatori.
Dal fronte dei camion si sottolinea che «è indispensabile intervenire con decisione per bloccare le spinte speculative: alcuni committenti stanno già chiedendo riduzioni dei prezzi di trasporto non giustificate dai fatti». C’è un elemento da chiarire, ribadiscono dal quartier generale Fai: «Dire che gli autotrasportatori “sono stati sistemati” non aiuta ed è una definizione lontana dalla realtà». Anche perché – si mette in chiaro – occorre tener presente che «il decreto legge deve ancora passare alle Camere, che potranno modificarne i contenuti anche per superare le evidenti incertezze del testo approvato».
Peraltro, il confronto con il governo «resta aperto». Obiettivo: «calibrare meglio le misure e renderle davvero efficaci in un contesto che muta di ora in ora». A tal riguardo, la Fai, insieme alle altre rappresentanze del settore, «lavorerà per garantire certezze agli operatori e invita tutti a evitare falsificazioni e incomprensioni, inutili in un momento così complesso». Aggiungendo poi: «Realismo, aderenza ai fatti, correttezza e informazione trasparente non possono essere trascurati». La Fai rimarca che «nell’interesse non solo degli autotrasportatori (che, come ricordiamo dai tempi del Covid, garantiscono la continuità dell’economia) ma dell’intero Paese: per non lasciare spazio a mestatori, irresponsabili e a chi tenta di sfruttare l’incertezza per trarne profitto».











