Si rattrappisce il credito per le piccole imprese: 12 mesi con il fiatone
Ma cresce il risparmio delle famiglie e il credito al consumo è in espansione

Tabella Camera di Commercio Toscana Nord Ovest su credito Pisa
VIAREGGIO. Una «forte spinta al risparmio e alla digitalizzazione» dal lato delle famiglie. Per le imprese no, gli indicatori segnano brutto tempo. Nella fattispecie, sono le piccole realtà aziendali con meno di 20 addetti a soffrire parecchio: il credito si rattrappisce dell’8,4% per quelle in provincia di Lucca, del 7,8% per quelle in provincia di Pisa e del 7,6% per quelle della provincia di Massa Carrara.
È l’identikit dell’andamento che nel 2025 ha avuto il credito nelle tre province della Toscana Nord Ovest che sono riunite sotto un’unica Camera di Commercio. La “fotografia” l’hanno scattata l’Istituto di Studi e Ricerche e la Camera di Commercio di queste tre province (con quartier generale a Viareggio): si basa sui dati aggiornati del data-base statistico della Banca d’Italia e di quelli della sede di Firenze.
Oltretutto in presenza di un sistema bancario che «prosegue la sua riorganizzazione territoriale con la chiusura complessiva di 19 sportelli nelle tre province». Dal lato dei prestiti, balza agli occhi la «marcata divergenza»: aumenta tra le famiglie, al contrario le imprese risultano in affanno («con differenze significative tra i tre territori e con le piccole attività particolarmente penalizzate»).
Queste le parole del presidente dell’ente camerale, Valter Tamburini: «I dati sul credito confermano una fase complessa per il tessuto produttivo. In particolare per le imprese di minori dimensioni, che continuano a incontrare difficoltà nell’accesso al credito. Come ente camerale abbiamo appena avviato un importante progetto per favorire sensibilizzazione e investimenti sulla responsabilità sociale. Promuovere sostenibilità ambientale, sociale e della governance non significa solo promuovere un’economia etica, ma spingere verso la competitività. Aziende sostenibili sono pronte ad affrontare i cambiamenti del mercato e dunque sono più inclini alla crescita. Per questo hanno una corsia preferenziale per l’accesso al credito, per costi e disponibilità. Questa strada sarà perseguita con convinzione incrementando anche i voucher per supportare gli interventi: dalla gestione dei rifiuti alla formazione dei dipendenti, dalle certificazioni “Lvg” alla trasparenza delle società, fino ad arrivare al rendiconto di sostenibilità. Imprese sostenibili sono competitive e possono avere finanziamenti».

Tabella Camera di Commercio Toscana Nord Ovest su credito Lucca
LUCCA. La provincia di Lucca ha visto nel 2025 gli impieghi vivi raggiungere quota 9.732 milioni di euro («in modesta crescita dello 0,4%»). Cresce soprattutto il credito alle famiglie consumatrici (4.309 milioni, più 3,8%): in aumento in particolare il credito al consumo che aumenta di quasi sei punti e mezzo (e arriva non lontano da 1,4 miliardi) e i mutui per comprare casa che hanno una impennata del 34,5% (455 milioni di nuove erogazioni). Non è così sul fronte delle imprese: il comparto manifatturiero registra «la flessione più pesante in Toscana»: meno 12%. Detto poco sopra del calo netto registrato per le piccole imprese, è da segnalare che invece se la cavano i servizi: raggiungono i 3,1 miliardi (più 2,9%) e conferma il primato regionale.
Vedi alla voce risparmio complessivo provinciale: 23,2 milioni di euro (più 7,2%). Il report camerale vede le famiglie «orientate verso forme di investimento più remunerative: la raccolta indiretta è cresciuta del 16,2%» (e va a un passo dagli 11 miliardi) mentre i depositi sono «sostanzialmente stabili» (più 0,5%). L’importo pro-capite del risparmio familiare si attesta a 46.126 euro: sopra la media sia regionale che nazionale.
E la qualità del credito? Peggiora, e non di pochissimo: il tasso di deterioramento complessivo è «salito all’1,48% (più 0,5 punti percentuali), sopra la media regionale». Da segnalare che la cosa si avverte soprattutto nelle imprese più grandi raggiungendo il 2,2%, praticamente il doppio dall’1,07% dell’anno precedente. Non finisce qui: peggio nelle costruzioni (3,47%), non bene nei servizi (2,19%). In miglioramento invece la qualità del credito alle famiglie consumatrici (0,44%).
MASSA CARRARA. Gli impieghi vivi in provincia di Massa-Carrara arrivano a fine 2025 a 3.544 milioni di euro. Con una annotazione da fare: l’incremento del 2,1% è trainato dalla forte crescita polarizzata sul comparto manifatturiero (più 12,1%), che rappresenta «il miglior incremento in Toscana». Ma c’è anche chi soffre, e pure parecchio: a parte le piccole aziende di cui s’è detto, il riferimento è alle costruzioni (giù del 7,6%) e ai servizi (in calo del 4,7%). Tutt’altra musica se guardiamo invece alle famiglie consumatrici: il dato complessivo parla di un incremento che sfiora i tre punti percentuali ed è ancora più marcato nel credito al consumo (più 5,8%) e nelle nuove erogazioni di mutui (più 23%).
Quanto al risparmio complessivo provinciale, resta al di sotto della media tanto toscana che nazionale se guardia agli standard pro capite) ma come dato complessivo mette a segno un incremento del 5,3% e sale a 8.513 milioni. La ricchezza finanziaria delle famiglie è cresciuta del 7,3% e , «per la prima volta dopo diversi anni», salta allo sguardo la flessione della liquidità delle imprese (meno 0,7% per depositi e risparmio postale). Nel report camerale lo si ritiene come il «segnale di possibili difficoltà di autofinanziamento per i futuri investimenti».
In fatto di qualità del credito, però, emerge un miglioramento complessivo: il tasso di deterioramento è «sceso all’1,19% (un punto percentuale in meno): «meglio della media regionale, con miglioramenti per imprese grandi, costruzioni e servizi». Con una eccezione: le attività manifatturiere (2,10%), «ancora sopra la media toscana».
PISA. Anche in provincia di Pisa il 2025 si è chiuso con impieghi vivi a crescita poco più che zero (più 0,3%): raggiungono i 9.372 milioni. Anche in questo caso il segno “più” si deve alle famiglie consumatrici (più 3,5%): con il credito al consumo incrementato di poco meno di cinque punti (1.543 milioni) e i mutui casa in «forte ripresa» (più 55,8%, con «il valore più alto in Toscana dopo Firenze». Anche qui i finanziamenti alle imprese si sono rattrappiti (meno 2,5%), ma con una diversa “geografia” dei settori in incremento e quelli in diminuzione: giù i servizi (meno 5,5%), se la cavano meglio il manifatturiero (più 0,3%) e le costruzioni (più 0,6%). Resta il fatto che qui come altrove le aziende sotto i 20 addetti vanno a passo di gambero.
Il risparmio complessivo provinciale giunge a superare i 21,5 milioni e fa un balzo di otto punti percentuali (ma la raccolta indiretta ha un incremento più che doppio, più 18,6%). Le famiglie hanno accumulato una ricchezza finanziaria di 16,6 miliardi (più 9,6%), il valore pro-capite è di 39.687 euro che risulta «lievemente sotto la media toscana e italiana».
Sotto il profilo della qualità del credito, l’indicatore complessivo ha il segno “meno” ma solo per una briciola di punto (meno 0,1% rispetto al 2024). Il tasso di deterioramento? È all’1,85%, «peggiore della media regionale e italiana». Merita attenzione il fatto che risulta più alto che nelle altre due province il livello di criticità nelle imprese più grandi (3,04%), nel manifatturiero (3,76%) e nei servizi (3,2%). Di nuovo: se vogliamo cercare segnali positivi li troviamo «solo per le famiglie consumatrici (scese allo 0,64%)».











