Fs Engineering prima tra le società di ingegneria nel nostro Paese
Lo dice la classifica di Stema, la più grande community di ingegneri

Il debutto della linea 2B della metropolitana indiana realizzata a Mumbai in un progetto che ha coinvolto Fs Engineering
ROMA. Nel contrattacco comunicativo del gigante ferroviario nazionale che non ci sta a farsi mettere alla gogna come fosse solo un apparato che produce “treni in ritardo”, ecco che stavolta l’accento è su Fs Engineering, società di ingegneria del gruppo Fs: si conferma – a giudizio di Stema, la più grande community di ingegneri – come «la prima realtà italiana nel settore dell’ingegneria e una delle principali a livello europeo e internazionale». E questo ne consolida il ruolo di «polo tecnologico e progettuale per lo sviluppo di infrastrutture complesse e sostenibili».
In cosa si distingue Fs Engineering? Dal quartier generale dell’azienda ferroviaria si mette l’accento sul fatto che, all’interno di «un contesto globale caratterizzato da crescente complessità infrastrutturale e forte spinta verso la transizione ecologica», la società di ingegneria della galassia Fs ha dalla sua la capacità di «integrare competenze ingegneristiche avanzate con tecnologie digitali all’avanguardia». L’adozione di piattaforme “Bim” multidimensionali (4D, 5D, 6D, 7D e 8D) – viene sottolineato – consente «una gestione evoluta dell’intero ciclo di vita delle opere, dalla progettazione alla manutenzione». Può mettere in campo «oltre 40 anni di esperienza, una presenza in quindici Paesi e cinque continenti e migliaia di professionisti altamente specializzati». Ha l’identikit di polo tecnologico dell’ingegneria del gruppo Fs: promuove un approccio integrato, digitale e sostenibile alle grandi opere, valorizza l’utilizzo di piattaforme “Bim” avanzate, la digitalizzazione dei cantieri e la gestione dell’intero ciclo di vita delle infrastrutture.
Fs Engineering viene presentata come «una delle più importanti realtà europee ed internazionali di “global engineering firm”» in grado di gestire «la complessità infrastrutturale a 360 gradi, massimizzando il contributo ingegneristico alle politiche “verdi” e alla mobilità sostenibile del futuro». Contando su brevetti innovativi e una solida rete di collaborazioni accademiche, la società si fa «ambasciatrice dell’orgoglio ingegneristico italiano, pronta a disegnare le infrastrutture del futuro su scala mondiale».
Con il suo recente rinnovamento del marchio ha raccolto il testimone multidisciplinare di Italferr: lo ha fatto valorizzando maggiormente – viene messo in risalto – «l’unicità del know-how sviluppato nell’ingegnerizzazione digitale dei cantieri delle grandi opere del Pnrr e di altri importanti interventi infrastrutturali, promuovendo l’adozione avanzata di sistemi smart e di tecnologie».
Fs Engineering si posiziona nel mercato internazionale come «tech-company delle infrastrutture», in cui l’ingegneria tradizionale si integra con Big Data, IoT e criteri “Esg”, ponendo al centro «la sostenibilità, la sicurezza delle opere e la manutenzione programmata per l’intero ciclo di vita». Non solo: si può valorizzare per le opere di grande pregio storico-architettonico «l’esperienza unica del “digital twins”, che l’hanno già vista protagonista del monitoraggio della Basilica di San Pietro, con tecniche di prevenzione dei rischi».
Stiamo parlando di una evoluzione già riconosciuta a livello internazionale: dal quartier generale Fs si ricordano «i prestigiosi premi ricevuti nello scorso 2025: dal riconoscimento ad Amsterdam per il “Digital Going Year in Infrastructure”, al Premio Innovazione Smau 2025, fino al Premio Oice per la Sostenibilità, che ha visto questa nostra realtà nazionale «prima tra le società di ingegneria e architettura italiane».
Viene citata anche la partecipazione al progetto della metropolitana di Mumbai, infrastruttura strategica per il potenziamento della mobilità urbana della metropoli indiana: è stata una realizzazione – si afferma – che «conferma il ruolo di Fs Engineering come operatore di riferimento nel campo dell’ingegneria ferroviaria, convenzionale e alta velocità, nel trasporto metropolitano e stradale, contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture strategiche per la mobilità del futuro».











