La Lega spara a zero su Gariglio: un anno sprecato tra silenzi e ritardi
Il sindaco invece lo applaude: la nomina di Danieli è molto positiva

Il sindaco livornese Luca Salvetti, alla guida di una coalizione di centrosinistra
Il sindaco: bravo Gariglio, benissimo la nomina di Danieli come numero 2
LIVORNO. «La nomina di Danieli a segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale è estremamente positiva». Non potrebbe essere più amichevole la dichiarazione con cui il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, indipendente alla guida di una coalizione di centrosinistra, commenta l’arrivo di Pierpaolo Danieli come numero due al fianco del presidente Davide Gariglio. Lo dice ripetendo che a suo giudizio questo passaggio ha «una duplice valenza». Da una parte: segna «il lavoro puntuale che sta portando avanti il presidente Gariglio nella riorganizzazione complessiva» dell’ente che è stato chiamato a dirigere. Dall’altra: rimarca che tale riorganizzazione «non poteva essere solo il frutto di un accordo politico, ma doveva avere contenuti e riferimenti tecnici legati a competenze ed esperienze maturate nel settore portuale».
Ben venga il fatto che Gariglio ha «opportunamente deciso di procedere in questa direzione»: così – afferma Salvetti – ha dato «forza alla futura gestione dello scalo marittimo». Il sindaco livornese vede in tutto questa «una bella risposta a chi voleva interferire in una scelta esclusiva prerogativa della presidenza dell’Autorità». E non è stato da solo: lo ha sostenuto il comitato di gestione, e «all’interno di esso, il rappresentante del Comune».

Andrea Crippa, commissario regionale della Lega in Toscana, e Carlo Ghiozzi, segretario provinciale della Lega a Livorno
Lega all’attacco contro Gariglio: nomina in ritardo e un anno sprecato
Per la nomina di Pierpaolo Danieli come numero due di Palazzo Rosciano, nella reazione ufficiale del quartier generale delle Lega ci si limita a un gelido «prendiamo atto». Il mezzo migliaio di parole della (lunga) nota messa nero su bianco da Andrea Crippa e Carlo Ghiozzi – in casa leghista l’uno è il commissario regionale e l’altro il segretario provinciale – dànno il polso del clima all’ombra del Carroccio. Dopo che proprio nel cuore del ministero che è la roccaforte del potere della Lega, con Salvini ministro e Rixi vice, è tramontata la nomina di Gianmarco Mancini come segretario generale dell’istituzione portuale livornese.
Dall’inizio alla fine, nel mirino c’è lui, il colpevole di questa sterzata che ha fatto deragliare un copione già scritto: lui, il presidente dell’Authority, Davide Gariglio. A cominciare dal fatto che la proposta di nomina del segretario generale l’ha portata in comitato di gestione «con un ritardo ingiustificabile». Rimarcando: «È passato un intero anno da quando Davide Gariglio ha assunto la guida del porto di Livorno: un anno di gestione caratterizzato da una preoccupante stasi, dove l’ordinaria amministrazione sembra essere diventata un optional e le grandi sfide dello scalo sono rimaste al palo».
In realtà, risale alla fine di aprile dello scorso anno la designazione di Gariglio da parte del ministro Matteo Salvini e nel giro di qualche giorno trova l’intesa con il “governatore” toscano: però l’arrivo a Livorno risale a metà giugno (con i galloni di commissario perché l’iter per le nomine dei presidenti un po’ in tutta Italia restano paralizzate dalle liti interne al centrodestra). L’effettiva nomina come presidente è della seconda decade di novembre. Questa è solo una puntualizzazione per amor di esattezza sulle date, al di là del numero dei mesi resta ovviamente il giudizio politico sul fatto che, ad avviso di Crippa e Ghiozzi, Gariglio sia stato troppo incerto e abbia finora «brillato solo per la sua lentezza e procrastinazione dei necessari interventi».
Nell’opinione dei due dirigenti leghisti il segretario generale viene vista come «figura di garanzia»: il fatto che sia mancata «per tutti questi mesi» ha «pesato come un macigno sulla competitività dello scalo». Ancora parole di Crippa e Ghiozzi.
Non è soltanto un cammino timido a passo di lumaca che viene rimproverato a Gariglio in quest’attacco di marca leghista: sott’accusa il fatto che, ad esempio, la gestione ha «attirato l’attenzione della Corte dei Conti e fatto scattare ispezioni ministeriali presso l’ente». Aggiungendo poi: «Le negligenze evidenziate in tema di bilanci e procedure non sono semplici sviste, ma il segnale di una guida che non ha saputo dare fin da subito un’impronta di rigore alla macchina portuale ma anzi, tutto è proceduto nel solco tracciato in precedenza».
In particolare, dito puntato contro «la mancata pubblicazione dei contratti dirigenziali, rimasti “segreti” nonostante gli obblighi di trasparenza». Crippa e Ghiozzi fanno balenare «il rischio di responsabilità erariale per il presidente Gariglio» perché, «secondo alcune interpretazioni», avrebbe dovuto «sospendere le erogazioni economiche aggiuntive potenzialmente non conformi alla legge in attesa dei pronunciamenti della magistratura contabile», oltre alla «eventuale mancata rotazione o sostituzione di dirigenti già coinvolti in gestioni precedenti finite sotto la lente degli ispettori».
C’è poi un ulteriore motivo di doglianza che il documento della Lega: giocando con un ossimor, si parla di «forte debolezza» riguardo al «posizionamento istituzionale» del presidente dell’Authority di fronte alle «recenti tensioni tra il Comune di Livorno e il rappresentante del governo in città», il prefetto Giancarlo Dionisi. È «sconcertante» – si afferma – che Gariglio non abbia «mai preso le distanze» dagli attacchi del sindaco al prefetto relativamente alla sua nomina a commissario per la Darsena Europa.
Crippa e Ghiozzi imputano a Gariglio di non aver «mai preso le distanze» dalle dichiarazioni del sindaco contro il prefetto nominato commissario della Darsena Europa. Di più:di aver scelto il silenzio di fronte a «un attacco così sguaiato verso un rappresentante dello Stato (scelto proprio per accelerare le opere strategiche che il porto attende da anni)»: a loro avviso, è «la prova di una debolezza politica che Livorno non merita». Da tradurre così: «Chi guida il porto dovrebbe difendere le istituzioni e le procedure di sblocco dei cantieri, non avallare col silenzio le polemiche di parte, specie quando il contratto d’appalto della stessa Darsena Europa risulta ancora non pubblicato sul sito dell’organo commissariale».
Al tirar della riga del totale, la Lega si dice «profondamente perplessa e delusa». Doveva essere l’anno del rilancio – questa la sottolineatura – e invece «è stato, nei fatti, un anno letteralmente buttato via». Gariglio marcia con l’andamento lento di «una gestione che appare più interessata agli equilibri politici locali e alle ripicche interne piuttosto che al mercato globale: ci aspetteremmo risultati consolidati; invece ci troviamo ancora a commentare nomine tardive e richiami degli organi di controllo».

Sopralluogo al cantiere della Darsena Europa, ottobre 2025: il ministro Matteo Salvini e il presidente dell’Authority livornese (allora commissario) Davide Gariglio











