Traffici in crescita per il sistema dei porti della Sicilia occidentale
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Porto di Termini Imerese
PALERMO. Dal report di Assoporti e Srm arrivano «segnali molto positivi per il sistema portuale della Sicilia occidentale»: ai raggi x i principali dati statistici relativi al trasporto marittimo, alla logistica e alla portualità nazionale e internazionale nel 2025. Con una sottolineatura da mettere al centro: il ruolo strategico del Mediterraneo nelle nuove geografie commerciali globali, un aspetto sul quale la presidente Tardino si è spesa anche in sede europea cercando in particolare di mettere in luce la rilevanza della portualità del Meridione, a cominciare da quella del sistema palermitano. Nel “Rapporto” – viene sottolineato dall’Authority dell’Ovest Sicilia – si rimarca «un quadro di sostanziale resilienza e competitività del sistema portuale italiano, nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche».
Guardando ai dati messi a segno dai porti dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, viene ribadito il risultato del porto di Termini Imerese, dove «le merci movimentate toccano un incremento del 56,4%»; registra un dato importante anche il nuovo terminal «inaugurato meno di un anno fa», che ha movimentato 73.286 tonnellate di merci in container. Cresce in modo consistente – viene segnalato – anche il porto di Trapani: in aumento le merci (più 32,7%), il traffico ro-ro evidenzia un più 27,7% («a testimonianza della centralità dei collegamenti marittimi a corto raggio»)
Performance positive dai porti sul Canale di Sicilia: Porto Empedocle segna un «incremento del 19%» nella movimentazione merci, Licata raggiunge un più 36,5%, «confermando una crescita diffusa dell’intero network portuale della Sicilia occidentale». Infine, nel totale traffico passeggeri, i porti occidentale «mantengono un andamento positivo».
Nel report emerge come «l’impatto delle tensioni internazionali legate all’area di Hormuz appaia, almeno al momento, ancora limitato per i porti della Sicilia occidentale». Il motivo? Da un lato, perché gli scali del sistema «non sono direttamente interessati da traffici provenienti dall’estero (a parte il collegamento con Tunisi)»; dall’altro, perché la quota prevalente dei traffici «riguarda il corto raggio mediterraneo».

Annalisa Tardino, presidente Authority di Palermo
Così il commento della presidente Annalisa Tardino: «Naturalmente siamo molto soddisfatti di questo risultato. Soprattutto per l’aumento rilevato nel porto di Termini Imerese, che si inserisce in un contesto strategico e politico particolarmente importante. Pur tra difficoltà e incertezze globali, il traffico ro-ro continua a crescere e supera, in Italia, i 122 milioni di tonnellate, consolidando il primato del Paese nei collegamenti marittimi mediterranei. Sono tutti dati che dimostrano come il Mediterraneo conservi una centralità strategica a livello globale, e come la Sicilia, grazie alla posizione geografica e alla rete portuale, possa svolgere un ruolo sempre più rilevante nei nuovi equilibri logistici internazionali».











