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MARE DA DIFENDERE

Fa tappa al Marina Cala de’ Medici la ricerca scientifica sulla tutela del mare

Ratti: vogliamo essere soggetti attivi e attenti alla responsabilità ambientale

Il porto Marina Cala de’ Medici

ROSIGNANO (Livorno). Più di 6.700 miglia navigate, 46 ricercatori di 20 istituti in Europa, 200 campionamenti in tutto il bacino del Mediterraneo. Bastano queste cifra a dare l’idea di cosa significa il progetto “Mare” che porta la firma di Fondazione Centro Velico Caprera insieme a One Ocean Foundation.
Il porto Marina Cala de’ Medici ha ospitato la presentazione della “Missione 2026”, incentrata sul Mar Tirreno: con il catamarano Caprera che, partito a maggio dalla base della Marina Militare de La Maddalena, naviga lungo le coste tirreniche per dieci settimane, toccando alcune delle principali tappe del Mediterraneo italiano.
Quello che era tutt’altro più un bel sogno si è fatto grande realtà di ricerca partecipata che si è data “l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del Mar Mediterraneo”. Risultato: in soli quattro anni questo progetto denominato “Marine Adventure for Research & Education” si è affermato come “principale piattaforma non governativa di ricerca sul Mar Mediterraneo”.

Giulia Zeri, biologa marina e coordinatrice scientifica a bordo

Lo spiega Giulia Zeri, biologa marina e coordinatrice scientifica a bordo: “Alle attività principali di ricerca scientifica della missione – che comprendono lo studio dell’inquinamento ambientale e acustico, il monitoraggio della biodiversità marina e l’analisi degli effetti del cambiamento climatico – si uniscono a bordo ricercatori provenienti da Università e Istituti di ricerca italiani ed europei, impegnati a condurre i propri studi sul Mediterraneo”.

Paolo Bordogna, presidente della Fondazione Centro Velico Caprera Ets

Così il commento di Paolo Bordogna, presidente della Fondazione Centro Velico Caprera Ets che con una flotta di 110 imbarcazioni e 4.500 allievi formati ogni anno si configura come la prima scuola di vela del Mediterraneo.  “Quando abbiamo creato la Fondazione – ha detto – abbiamo deciso i due pilastri essenziali del nostro operato: la cura del mare e il mare come cura. Oltre a promuovere il benessere psicofisico attraverso l’esperienza terapeutica della vela per persone fragili o in riabilitazione, riteniamo fondamentale salvaguardare l’habitat marino. Da qui la scelta di dare vita al progetto “Mare”, oggi divenuto piattaforma di ricerca e divulgazione scientifica di riferimento per la tutela del “mare nostrum”, aperta alla collaborazione tra istituzioni, aziende, studenti e ricercatori italiani e internazionali”

Matteo Italo Ratti, amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici

Matteo Italo Ratti, amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici, ribadisce il valore del progetto di ricerca: lo ritiene “perfettamente in linea con gli obiettivi del porto”. E afferma: “Il Marina si è dato un codice etico per la tutela dell’habitat marino e la promozione dello sviluppo sostenibile. Non si tratta di un superficiale “green washing”, ma di una politica ambientale seria che attraverso il Consorzio Marine della Toscana sta diventando condivisione di standard e obiettivi”.
Ecco la dichiarazione del contrammiraglio Alberto Tarabotto, comandante dell’Accademia Navale di Livorno. “La salute del mare è nel Dna della Marina Militare: per noi è un onore dare il patrocinio a percorsi di tutela ambientale. Ringraziamo il Marina Cala de’ Medici, realtà essenziale per l’intera costa toscana, per aver organizzato questo evento”.

Pubblicato il
14 Luglio 2026

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