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IL SINDACATO DI BASE

Caldo choc, l’Usb proclama lo sciopero nel porto di Livorno

Fino al 9 agosto nelle ore più calde (da mezzogiorno alle 16)

LIVORNO. Fino a domenica 9 agosto, nell’arco di ore solitamente più calde, cioè da mezzogiorno alle 16, incroceranno le braccia nel porto di Livorno le lavoratrici e i lavoratori delle società e delle coop che aderiranno alla proclamazione dello sciopero indetto dal sindacato di base Usb. L’organizzazione extraconfederale chiede ai vertici dell’Authority labronica un incontro urgente per «affrontare le gravi criticità connesse all’esposizione delle lavoratrici e dei lavoratori portuali alle temperature estreme» individuando «misure concrete, efficaci e immediatamente applicabili».

L’Usb denuncia che «proprio nelle lavorazioni più pesanti, gravose e maggiormente esposte al rischio da calore», vengono «spesso impiegati lavoratori neoassunti, con contratti a termine o chiamati a prestare attività lavorativa in forme discontinue»: cioè lavoratrici e lavoratori che, in molti casi, – questa la sottolineatura – possono trovarsi «in una condizione di maggiore precarietà e di minore possibilità di opporsi a ritmi, carichi di lavoro o condizioni operative che ritengono pericolose».

La questione del caldo choc sui luoghi di lavoro è da giorni tornata sotto la luce dei riflettori sulle banchine livornesi: prima con lo stato di agitazione messo in campo da Usb, poi con la replica dell’Authority che aveva risposto per le rime ribadendo di aver già compiuto attività al riguardo, quindi con il faccia a faccia con le organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil di categoria in cui da Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale livornese, si era annunciato l’intervento di ispettori di fronte ai mancati adempimenti dopo i solleciti. Adesso la nuova mossa di Usb: «Nonostante i numerosi tavoli e confronti svolti negli ultimi mesi – si afferma annunciando via social e via web gli scioperi – continuano a mancare misure strutturali, omogenee e realmente efficaci»: la mancata tutela riguarda tutti ma in particolare quanti «operano nelle condizioni più gravose e maggiormente esposte al rischio da stress termico».

Il sindacato Usb dichiara che il “tavolo igiene e sicurezza”, al quale che segnala di aver preso parte, si è riunito solo il 14 luglio, «con grave ritardo rispetto all’avvio della stagione estiva» (e all’entrata in vigore, a fine maggio, dell’ordinanza regionale sulla tutela di chi lavora rispetto al caldo). In tale sede l’Authority ha reso noto che «su 19 imprese portuali ben 15 non avevano ancora trasmesso» gli aggiornamenti della documentazione (Duvri) relativa al rischio da calore, «nonostante tali aggiornamenti fossero stati richiesti già da circa due mesi». Da Palazzo Rosciano si parla di avvio di ispezioni e verifiche ma – avverte il sindacato di base – è l’intervento «arriva quando l’estate è già nel pieno e quando le lavoratrici e i lavoratori sono stati esposti per settimane a temperature sempre più elevate».

A giudizio del sindacato di base, le misure di mitigazione sono «necessarie, ma non possono essere considerate, in ogni circostanza, sufficienti». Nel caso in cui le temperature e le concrete condizioni di lavoro non consentano di «garantire adeguati livelli di salute e sicurezza», per l’Usb «si può e si deve arrivare anche alla sospensione delle operazioni portuali maggiormente esposte». Aggiungendo poi: «La salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata alle esigenze produttive, ai tempi delle operazioni, alle scadenze commerciali o agli interessi economici delle imprese».

Pubblicato il
3 Agosto 2026

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