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FINANZA E DOGANE

Pikachu costa caro al collezionista: bloccato dalla Dogana in aeroporto

Alt a 605 carte del valore di 27mila euro che non erano state “dichiarate”

Pikachu e Ash personaggi dei Pokemon

MILANO. Stavolta non è stato sequestrato un carico di cocaina né merce contraffatta o radioattiva: i prodotti sono risultati autentici, anzi perfetti, del tutto in linea con gli standard di fabbrica più elevati. Il blitz del personale dell’Agenzia Dogane e Monopoli insieme ai militari della Guardia di Finanza in servizio nell’aeroporto milanese di Malpensa ha riguardato 605 carte da collezione. Secondo quanto riferisce Skytg24, si tratta nello specifico di figurine di Pokemon e OnePiece.

Perché sono finite nel mirino le innocenti carte che potrebbero essere Bulbasaur o Pikachu, Charizard o Blastoise? Il motivo è meno strampalato di quanto si potrebbe immaginare: ci sono carte che per i collezionisti hanno un valore economico rilevante. Anche senza arrivare alle vette al limite dell’incredibile di un Pikachu Illustrator (Psa 10) da 16 milioni e mezzo, un Trophy Pikachu Bronze da quasi 1,8 milioni o un Charizard “box break” Logan Paul prima edizione poco sotto quota un milione.

In questo caso, l’insieme delle oltre 600 carte, secondo quanto riferito da Dogane e Finanza ha «un valore commerciale complessivo di oltre 27mila euro» e non erano state dichiarate agli uffici doganali al momento in cui un viaggiatore proveniente da Tokyo le aveva introdotte nel territorio dell’Unione europea. Da quel che viene riportato, il controllo è avvenuto al varco “nulla da dichiarare” dell’area arrivi extra-Schengen del principale scalo aeroportuale lombardo. Gli addetti hanno chiesto di indicare eventuali merci soggette a dichiarazione doganale, il viaggiatore in questione ha risposto che non stava trasportando beni soggetti a dichiarazione. In realtà, l’ispezione dei bagagli – una valigia, un trolley e uno zaino – ha invece portato a «scoprire, tra gli effetti personali, oltre seicento carte da collezione, molte delle quali custodite in confezioni protettive e, in parte, certificate da enti di valutazione».

Poiché il viaggiatore non era in possesso di documentazione in grado di attestare il valore della merce, il personale in servizio – è stato sottolineato – ha provveduto a compiere «una ricognizione analitica» dei differenti tipi di carte da collezione. Da questo vaglio è emerso il valore commerciale reale: gli oltre 27mila euro risultanti sono «di gran lunga eccedenti la franchigia di 430 euro prevista per i viaggiatori in arrivo per via aerea da Paesi terzi». In pratica, è stata rilevata una evasione di diritti doganali per «circa 6.900 euro, tra dazio e Iva».

Nel rendere nota la vicenda viene messo in evidenza che omettere di dichiarare merce acquistata al di fuori dell’Unione europea («e trasportata nel bagaglio allo scopo di sottrarsi al pagamento dei diritti dovuti») costituisce «una violazione della normativa doganale, sanzionata in via amministrativa». La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca. Viene spiegato che è importante che i viaggiatori dichiarino in dogana i beni acquistati al di fuori dell’Unione europea che eccedono le franchigie previste, utilizzando il corridoio rosso “merci da dichiarare”.

Pubblicato il
26 Agosto 2026

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