Non bastano i guai Ilva, tagliati a Taranto anche i fondi per l’eolico offshore
Ma l’Authority confida nelle promese del ministro: dal 2027 i soldi arriveranno

Giovanni Gugliotti presidente dell’Authority di Taranto
TARANTO. Nella prima metà dello scorso decennio si abbatte su Taranto la durissima crisi dell’Ilva che
covava da tempo. Quasi in contemporanea si arena anche l’exploit del terminal container che aveva fatto
dello scalo pugliese un polo da 600mila teu e passa. L’Ilva sappiamo tutti come sta andando, anche in porto
i traffici di container si sono ridotti a poche migliaia di teu e anche la nuova concessione a un gruppo turco
non è riuscita finora a far decollare davvero la movimentazione. Però, pur con numeri senz’altro più piccoli,
Taranto ha provato a inventarsi qualcos’altro e aveva fatto centro con l’eolico offshore: peccato, però, che
sia arrivata la doccia fredda del taglio alle risorse disponibili con cui il ministero dell’ambiente avrebbe
dovuto finanziare lo sviluppo dell’energia eolica con pale al largo, nel mare davanti a Taranto.
A darne notizia è l’Authority tarantina guidata dal presidente Giovanni Gugliotti. Ma anziché far fuoco e
fiamme si evita di aprire un fronte di scontro e si confida nella promessa che è arrivata dal ministro Pichetto
Fratin: da un lato, nell’immediato, c’è «la conferma dei tagli lineari nei capitoli di spesa del ministero
dell’ambiente; dall’altro, a più lunga scadenza, «arriva anche una precisa rassicurazione del ministro». In
che senso? Pichetto Fratin, secondo quanto riferisce Gugliotti, spiega che «la riduzione delle risorse per
l’eolico è temporanea e sarà reintegrata nel corso del 2027». L’Authority tarantina dice che «gli uffici dello
stesso ministero confermano che la dotazione 2027 sarà invariata e che la riduzione di spesa 2026 potrà
essere reintegrata sulla base dei cronoprogrammi».

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio mette nero su bianco un ragionamento (e una sua
interpretazione): «A fronte di risorse inizialmente disponibili per lo sviluppo della filiera dell’eolico, pari a
78 milioni di euro, la dotazione oggi disponibile sui relativi capitoli di bilancio del ministero dell’ambiente
ammonta complessivamente a 38,3 milioni di euro e il finanziamento degli interventi previsti per il solo
porto di Taranto, nel 2026, vengono ridotti a 13,9 milioni di euro». Aggiungendo poi: l’Autorità di Sistema
basata a Taranto «è stata individuata quale beneficiaria di risorse pari a 28 milioni di euro»: stiamo
parlando del decreto interministeriale di attuazione (decreto-legge n. 181/2023 articolo 8 comma 2)
relativo alle misure per far sviluppare la filiera relativa agli impianti eolici galleggianti in mare.
Queste le parole del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Giovanni Gugliotti: «Nella prospettiva di
un reintegro, il ministero – sottolinea – ha evitato di modificare il rilievo strategico degli interventi e di
inficiare gli obiettivi della misura prevista dall’articolo 8 del decreto-legge n. 181/2023. Anche se la
dotazione oggi disponibile sui relativi capitoli di bilancio del ministero dell’ambiente ammonta
complessivamente a 38,3 milioni di euro e il finanziamento degli interventi previsti per il solo porto di
Taranto, nel 2026, vengono ridotti a 13,9 milioni, le indicazioni del ministro sembrerebbero tracciare un
quadro meno allarmante».
La normativa di riferimento – si afferma – prevedeva, inoltre, che le aree demaniali portuali destinatarie
degli interventi fossero individuate entro 120 giorni dalla scadenza del bando ministeriale, fissata al 18
settembre 2024. L’individuazione è stata, invece, formalizzata con il decreto del 4 luglio 2025.
Successivamente, l’ente portuale – è ancora la ricostruzione dell’Authority – ha riscontrato con
tempestività tutte le richieste formulate dal competente dicastero. «Alla nota del 21 gennaio 2026, con la
quale veniva richiesto di trasmettere gli elaborati progettuali esecutivi entro il 28 febbraio, l’ente ha dato
riscontro già il 26 febbraio. Analogamente, alla richiesta del 20 maggio 2026 di aggiornamento del
cronoprogramma esecutivo entro i successivi 15 giorni, l’Autorità di Sistema «ha risposto il 25 maggio,
restando poi in attesa di ulteriori comunicazioni da parte del ministero dell’ambiente, ed apprendendo solo
questo martedì della rimodulazione delle risorse e quindi della necessità di adeguare il progetto alla nuova
dotazione».
Guardando alle dichiarazioni del ministro, l’Authority tarantina mette l’accento sul fatto che «auspica», una
volta passata la tempesta di questi mesi, «una rapida e formale conferma della disponibilità delle risorse
residue a valere sul bilancio 2027». Non solo: in tal modo sarà possibile «procedere alla conseguente
definizione di un quadro finanziario stabile, che è presupposto essenziale per dare concreta attuazione agli
investimenti programmati e consentire al Porto di Taranto di svolgere il ruolo strategico che gli è stato
riconosciuto nello sviluppo della filiera dell’eolico offshore».
Gugliotti riprende: «Potrebbe risultare importante per chiarire i piani di sviluppo dell’eolico offshore in
Italia, la presenza del ministro in occasione dell’imminente evento Offshore Wind Revolution, che si
svolgerà a Taranto l’8 e il 9 ottobre prossimi. Siamo convinti che un chiarimento complessivo sia necessario
per un porto e una Città che hanno subito troppe volte in passato le conseguenze negative di cambi di
programma».











