Il governo apre al dialogo con il fronte dei Tir: incontro il 27
«Per adesso niente soldi concreti, ora risposte concrete alla crisi»

Camion in colonna sull’autostrada
ROMA. Nel continuo susseguirsi di momenti di strappo e fasi di dialogo, adesso sotto il cielo dell’autotrasporto certo non è tornato il sereno ma forse il barometro è un po’ meno – appena meno – inchiodato a segnare tempesta. A meno di 24 ore da quando il coordinamento unitario delle associazioni di categoria (Unatras) è tornato a far balenare l’ipotesi di sguainare l’arma del fermo dei Tir, «il governo ha immediatamente provveduto a convocare una riunione». Insomma, dallo scontro senza requie si è passati quantomeno a riaprire un canale di confronto con le rappresentanze del settore autotrasporto, dopo l’incontro dello scorso maggio a Palazzo Chigi.
In effetti, nessun governo di nessun colore vorrebbe ritrovarsi fra i piedi quasi alla vigilia della campagna elettorale (e di un voto abbastanza incerto) i camionisti che fermano la catena degli approvvigionamenti tanto dei magazzini delle industrie quanto degli scaffali dei supermercati. Ecco che a stretto giro è arrivata la convocazione di un incontro: appuntamento per martedì 27 ottobre (ore 16) al ministero delle infrastrutture nella roccaforte di Porta Pia.
Ne dà notizia Unatras segnalando che al faccia a faccia con le rappresentanze del settore dell’autotrasporto parteciperanno anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del ministero dell’economia e del ministero delle imprese e del Made in Italy.
DALL’ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si dà conto della (nuova) minaccia di fermo nazionale da parte della galassia delle associazioni dell’autotrasporto
Indirettamente la costellazione delle associazioni dell’autotrasporto sembra voler sollecitare il governo a non aspettare altri dieci giorni e passa: in modo esplicito auspica che la convocazione «possa essere anticipata vista l’urgenza della situazione». Unatras dà comunque atto che aver fissato a tambur battente l’incontro «è una prima risposta di attenzione del governo». Ma ora – questa è la sottolineatura – «servono risposte concrete e date certe per l’esecuzione dei provvedimenti attuativi».
Proprio nei ritardi dell’attuazione operativa sta il motivo della protesta. Dunque, tutto dipende dal fatto che l’incontro di maggio con il governo aveva portato a trovare soluzioni ma poi non si sono concretizzate davvero nonostante al tavolo il governo fosse rappresentato al massimo livello possibile: il 22 maggio erano seduti a quel tavolo sia la premier Meloni che il vicepremier Salvini. Ma c’è un “ma”, dicono da Unatras: «Ad oggi le imprese di autotrasporto non hanno ricevuto alcun ristoro economico previsto dal credito d’imposta sul gasolio per cui sono stati stanziati 434 milioni di euro. Così come, in tutti questi mesi, – viene fatto rilevare – non è stato avviato il confronto con le committenze presso la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica». Di più: non sono stati pagati dal ministero i contributi del “Sea modal shift” che spettano alle imprese che utilizzano le “autostrade le mare”. Non solo: altro aspetto contestato, non è stato sbloccato dal ministero dell’economia e reso operativo il fondo da 590 milioni per la transizione ecologica; idem dicasi per lo sblocco (sempre da parte del ministero dell’economia) dei 12 milioni per gli ultimi due anni con cui dare attuazione al decreto che consente gli investimenti nel rinnovo del parco veicolare.
A tutto questo è da aggiungere – si afferma – che «le imprese insulari hanno dovuto sobbarcarsi i maggiori costi ribaltati dagli armatori per la tassa Ets che di fatto, con l’aumento del costo del gasolio, raddoppiato i costi generali di gestioni che rendono insostenibile continuare a lavorare».
Il fronte dei camion tiene a portare al centro dell’attenzione comunque il fatto che un passettino in avanti è stato fatto: «Dopo aver denunciato più volte il diffuso malcontento per la mancata erogazione delle risorse stanziate e l’aggravarsi della situazione per migliaia di imprese a causa dell’insostenibile costo del gasolio, finalmente – viene sottolineato – a distanza di 5 mesi veniamo di nuovo convocati».
Da parte della galassia dell’autotrasporto si torna a ribadire l’esigenza («fondamentale») di «dare continuità al confronto con le rappresentanze, perché solo questo metodo consente di individuare le risposte necessarie alle urgenti problematiche del comparto, che è stritolato dall’aumento dei costi e rischia di piombare nella paralisi totale».











