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DOSSIER CCIAA

Economia del mare con 27mila occupati, Livorno è una “capitale blu”

Blue economy grafica riguardante le province di Livorno

La provincia livornese conferma il suo peso strategico nel settore marittimo: oltre 4.400 imprese, 1,9 miliardi di valore aggiunto e un peso del 19,4% sull’economia territoriale. Al secondo posto in Italia per incidenza del valore aggiunto blu. Con 4.419 imprese attive, 27.203 occupati e un valore aggiunto di 1.932 milioni di euro, l’economia del mare resta il motore trainante della provincia di Livorno. È quanto emerge dal Rapporto sull’Economia del Mare 2026 della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, che fotografa un territorio in cui le attività legate al mare pesano per il 19,4% sulla ricchezza complessiva prodotta — il doppio della media nazionale (4%) — posizionando Livorno al secondo posto in Italia nella graduatoria provinciale, dietro solo a Trieste (21,4%).

La classifica nazionale di quanto pesa la blue-economy in fatto di valore aggiunto

Il moltiplicatore che vale oro

Il dato più eclatante riguarda la forza propagativa del settore: ogni euro prodotto dall’economia blu livornese attiva altri 1,8 euro nel resto dell’economia locale. Il valore aggiunto diretto di 1,9 miliardi di euro si trasforma così in 5,4 miliardi di ricchezza complessiva, con un’incidenza del 54,4% sull’intero sistema produttivo provinciale. Un primato che conferma come il mare non sia solo identità, ma una vera e propria infrastruttura economica del territorio.

Logistica e turismo, i pilastri della ricchezza

Analizzando la composizione del valore aggiunto, spicca in modo netto la filiera della movimentazione merci e passeggeri via mare, che da sola genera 896,4 milioni di euro, pari al 46,4% del totale — il valore aggiunto per occupato più alto di tutte le filiere, ben 151.130 euro a testa. Seguono alloggio e ristorazione (662,7 milioni, il 34,3%) e le attività sportive e ricreative (125,7 milioni, il 6,5%). La tradizione cantieristica contribuisce con 126,2 milioni (il 6,5%).

Sul fronte occupazionale, l’hotel e food service impiega da solo 14.948 persone, pari al 55% degli occupati blu, seguito dalla logistica (5.283) e dalle attività sportive-ricreative (2.725).

Meno imprese, più solidità

Il 2025 registra una contrazione del numero di imprese (meno 0,6%), causata soprattutto dalla pesante ristrutturazione della cantieristica (meno 27,8%) e dall’ittica (meno 3,6%). Un calo che però va letto con attenzione: l’occupazione continua a crescere e anche la ricchezza prodotta aumenta, suggerendo un processo di accorpamento e concentrazione dimensionale piuttosto che una vera crisi del settore. A trainare la crescita imprenditoriale sono le attività sportive e ricreative (più 5,0%) e i servizi di alloggio e ristorazione (più 3,1%).

Il 2024, anno d’oro per la ricchezza

Rispetto al 2023, il valore aggiunto ha fatto registrare un balzo del 12,4%. In crescita quasi tutte le filiere: le attività sportive e ricreative sfiorano il più 30,3%, la tutela ambientale il più 22%, i servizi turistici il più 15,8% e la logistica l’8,9%. In controtendenza solo le estrazioni marine (meno 66,7%), filiera numericamente marginale.

La sfida delle competenze

Il nodo critico individuato dal rapporto è il disallineamento occupazionale. Nel 2025 le imprese livornesi cercano figure con competenze digitali per il 57,3% delle entrate previste (nella logistica addirittura il 64,4%), con un candidato su due difficilmente reperibile. Ancora più marcato il fabbisogno “verde”: le competenze per il risparmio energetico sono richieste per l’82% delle entrate, quelle per la gestione di tecnologie “green” per oltre il 60%. E la transizione digitale avanza: il 58% delle imprese turistiche ha investito in digitalizzazione (rispetto al 53% del 2024) e il 72% nella logistica.

«Livorno ha nel mare il suo patrimonio identitario e il suo futuro — commenta il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno — ma servono investimenti su formazione e competenze blu per sostenere la crescita e cogliere le opportunità della doppia transizione».

Un territorio, quello livornese, che si conferma tra i più “blu” d’Italia: al vertice nazionale per incidenza degli occupati marittimi sull’occupazione totale (18,9%, primo posto assoluto) e alla terza posizione per numero di imprese blu rispetto al tessuto imprenditoriale complessivo (13,9%).

Angelo Roma

(Angelo Roma è consulente marittimo con una lunga esperienza in attività marittimo-portuali)

Pubblicato il
19 Ottobre 2026
di ANGELO ROMA

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