Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Propeller e i nuovi orizzonti

NAPOLI – La XIII Convention nazionale dei Propeller Clubs, tenutasi nei giorni scorsi nella bella città campana, ha visto numerosi interventi anche di spessore (riportiamo qui a fianco a firma di Duci le considerazioni su uno dei temi principali svolti dallo stesso presidente genovese).
[hidepost]Da parte sua Umberto Masucci, presidente nazionale dell’International Propeller Clubs, ha così presentato la giornata: “Abbiamo scelto un tema che vuole unire le aree geografiche e le generazioni e inserito relatori giovani a fianco di personaggi di spicco del settore. Quest’anno l’onore di ospitare la Convention, che si tiene ogni due anni, è toccato a Napoli ed il Propeller napoletano l’ha trasformata in un grande evento internazionale. Nel corso della giornata – conclude Masucci – abbiamo avuto anche, divisi tra mattina e pomeriggio, quattro brevi spunti di presidenti di Propeller Clubs locali (Mariano Maresca di Genova, Riccardo Fuochi di Milano, Simone Bassi di Ravenna e Renato Coroneo di Palermo) a testimonianza del radicamento territoriale del Propeller e delle idee che emergono dai nostri dibattiti”.
I portuali non solo come infrastrutture, ma come strumento al servizio delle imprese e delle loro relazioni commerciali, nonché come “polo” di attrazione di investimenti pubblici e privati, non solo logistici. I dati forniscono tre messaggi su tutti. Il forte grado di internazionalizzazione dei nostri porti, atteso che il 63% del traffico è relativo alla navigazione internazionale, e quindi la necessità di investire su di essi per avere strutture sempre più efficienti e moderne di fronte ai crescenti mutamenti dell’economia mondiale. Il comportamento sempre più temibile dei nostri competitor nell’ambito del bacino del Mediterraneo: tra il 2005 e il 2012 i porti hub della sponda Sud del bacino hanno incrementato la propria quota nel mercato dei container dal 18% al 27%. L’esistenza di nuovi orizzonti e di nuovi mercati ad alto potenziale, quali quelli dell’area MED Nordafricana e della Turchia: l’interscambio dell’Italia verso questi Paesi ammonta già a 65,7 miliardi di euro e, di questi, oltre il 70% (pari a 47,4 miliardi di euro) e quelle invece che fanno capo ad organismi che hanno ruoli amministrativi o di vigilanza (marina militare, guardia costiera, autorità portuali); dall’altro, tra tutti questi attori del cluster marittimo ed i soggetti esterni che influiscono trasversalmente sul funzionamento del cluster stesso (settori bancario, assicurativo, ecc.). Altrettanto importante è favorire l’integrazione delle attività marittime a livello regionale. Una simile integrazione può avere una connotazione produttiva o tecnologica ma comunque coinvolge una pluralità di attori: aziende industriali capofila con il loro indotto, istituti di ricerca, università, enti di formazione, istituti finanziatori. I cluster così formati operano per la diffusione di cultura e formazione marittima mirata, garantendo una migliore risposta del mercato locale del lavoro, promuovono l’innovazione e di conseguenza fungono da incubatori per nuove iniziative industriali o per lo sviluppo di quelle esistenti. Nello stesso tempo, si fanno promotori presso le istituzioni di un sistema di regole (ad esempio, in materia di finanza agevolata o in campo fiscale) coerente con il carattere delle attività maritime.
L’Italia, che è l’attore più forte dell’area mediterranea sotto il profilo economico e finanziario, può svolgervi un ruolo di leader ed esportare la propria esperienza in campo marittimo negli altri paesi costieri. I punti di forza di un cluster marittimo consistono nella capacità di elaborare una visione integrata delle esigenze del settore e creare sinergia; in relazione a ciò, rappresentare una interlocuzione credibile presso le istituzioni nazionali e dell’Unione europea. Per definizione, tutto ciò che riguarda il mondo marittimo trascende i confini politici dei vari paesi e gli interessi delle singole parti concretamente una volontà comune”.

[/hidepost]

Pubblicato il
12 Giugno 2013

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio