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Contro il ddl sulla riforma Porti liguri per conto loro

Un significativo distinguo dal documento approvato in Assoporti delinea che non tutti i porti sono uguali ed hanno identiche esigenze – Preannunciate proposte alternative

Luigi Merlo

ROMA – C’è chi, come il presidente di Antep professor Ferrero Cafaro, ha scritto senza mezzi termini che il ddl approvato dal consiglio dei ministri sulla riforma portuale  “desta forti perplessità in quanto sono stati introdotti pochi, inadeguati e insufficienti elementi innovativi rispetto alle attese”. C’è chi, come Assoporti, rilancia un intervento del suo presidente Francesco Nerli all’assemblea di Fedepiloti nel quale si spara un secco “no” sul ddl stesso criticandolo sia nel metodo che nella sostanza. “Un metodo utilizzato – ha detto Nerli – è davvero singolare in quanto prima si giunge a un gesto sostanzialmente condiviso come quello che era stato licenziato dal comitato ristretto dell’VIII commissione al Senato, poi ci si ritrova con un testo diverso che viene sottoposto dal ministro al governo”. E rincarando la dose anche sulla sostanza, Nerli ha aggiunto: “Il testo della riforma è confuso e non afforza affatto il ruolo delle Autorità Portuali, come invece era stato dichiarato dallo stesso ministro.

Così com’è – ha concluso Nerli – non solo la legge non sancisce l’autonomia finanziaria, ma non prevede neppure i necessari finanziamenti per le opere di grande infrastrutturazione dei porti e dei retroporti”.Da parte sua Fedepiloti si è associata.

E hanno girato il coltello nella piaga anche i tre presidenti delle Autorità Portuali della Liguria Rino Canavese (Savona), Lorenzo Forcieri (La Spezia) e Luigi Merlo (Genova) che hanno preannunciato, dopo un vertice tra di loro, un documento congiunto con tutta una serie di proposte di modifica al ddl del governo. “Chiediamo nel frattempo un migliore bilanciamento tra poteri delle Autorità Marittima e Autorità Portuale ed una maggiore chiarezza riguardo le attività dei due enti. E’ chiaro infine che in assenza della norma che stabiliva l’autonomia finanziaria dei porti non più possibile parlare di vera legge di riforma”.

In cauda venenum tuttavia, la nota delle tre Autorità Portuali liguri introduce qualche distinguo anche sulla presa di posizione di Assoporti. Testuale: “La nostra posizione riguardo alla legge di riforma è univoca e simile a quella di Assoporti. Riteniamo PERO’ …. “E su questo però si mettono i puntini sulle i”. In particolare: “Su alcuni aspetti sottolineati dall’associazione nazionale riteniamo si debba puntualizzare maggiormente che non tutta la portualità è uguale ed ha identiche esigenze”. Sembra di capire che sia l’introduzione al principio (peraltro legittimo) dei porti di serie A e di serie B. E i tre porti liguri annunciano che “continueranno a lavorare insieme” in un “sistema” che sembra deciso a prendere le distanze – almeno su alcuni punti – con la stessa Assoporti. Solo uno stormir di frasche nei venticelli della primavera?

A.F.


Pubblicato il
24 Aprile 2010

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