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“Una città e il suo porto” i tanti sogni di Livorno

Le idee più avanzate per il waterfront e la riqualificazione urbana – Dagli itinerari sopraelevati verso la Fortezza Vecchia fino al riuso del vecchio silos

LIVORNO – “Una città e il suo porto”, come vorreste che diventasse e come immaginano il waterfront gli architetti e gli studiosi. E’ questa la base del bel libro, splendidamente illustrato con foto storiche e con riprese aree attuali, edito da Debatte per conto dell’Autorità portuale e presentato la settimana scorsa in Fortezza Vecchia dal commissario governativo ed ex presidente Giuliano Gallanti e dal suo autore, l’architetto e urbanista Marco Massa. Una bella manifestazione per una bella e ricca pubblicazione, che ha coinvolto nella presentazione ma anche nella redazione esperti, urbanisti, studiosi e politici, a cominciare dal sindaco della città Filippo Nogarin. Che nella prefazione al volume ha indicato come obiettivi dello sviluppo prossimo futuro tre concetti di base: identità, contaminazione, velocità, spiegandoli rispettivamente con la necessità di condividere una identità comune tra porto e città senza prevaricazioni; con una contaminazione che si articoli anche sul turismo consapevole ben oltre quello mordi & fuggi delle crociere; e velocità come recupero dell’allineamento tra due zone, città e porto, che “da tempo avevano smesso di dialogare”.
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Il rendering dell’area crociere (in alto la calata Orlando rettificata) e la Fortezza Vecchia circondata dall’acqua.

A sua volta Giuliano Gallanti, supportato dall’intervento tecnico del suo dirigente della pianificazione Claudio Vanni, ha sottolineato come il porto di Livorno si trovi ad un bivio storico, che ne prevede il rilancio con la proiezione a mare (piattaforma Europa) ma anche con una migliore integrazione a terra con la città, nello sviluppo di progetti che possano rendere quest’ultima più vivibile e meno “compromessa” dai traffici portuali. I progetti sottolineati da Gallanti e Vanni, e ben illustrati nel volume, ruotano intorno alla riorganizzazione di terminal portuali per i passeggeri dei traghetti e delle crociere, facendo proposte – elaborate da una dozzina di autori – che ipotizzano anche passerelle aeree (sopraelevate) per accedere alla Fortezza, il riutilizzo dell’ex silos della calata Sgarallino e anche un progetto di mercatino flottante davanti alla Fortezza Nuova (ex “mercatino americano”) la cui ubicazione attuale non sembra aver raggiunto lo scopo di renderlo fruibile ai turisti delle crociere.
Le relazioni dell’architetto Marco Massa e i richiami al piano strutturale urbano dell’architetto Augusto Cagnardi a loro volta hanno messo a fuoco non solo gli studi esistenti e le indicazioni programmatiche divenute già strumenti ufficiali, ma anche le indicazioni ipotizzabili di scelte che da anni sono sul tappeto senza trovare sbocco. Massa si è anche concentrato sul patrimonio storico come fattore di integrazione tra città e porto, mentre uno studio apposito è stato dedicato a quel sistema dei Fossi che è tra le caratteristiche più esclusive – e meglio valorizzabili, se ci si pensa bene – del tessuto urbano livornese. E avanti così per oltre 200 pagine corredate anche da eccellenti foto aeree e da disegni tecnici di tutti i tempi.
Nella sostanza, ha concluso l’architetto Massa, il libro contiene una serie di formidabili proposte per una maggiore coesione tra città e porto con indicazioni per una intelligente politica di sviluppo urbanistico. Rimane da capire quanto e quando le idee espresse possano davvero trovare applicazione pratica in una città dove è sempre stato – e continua ad essere – molto difficile passare dalle proposte urbanistiche ai fatti.
A.F.

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Pubblicato il
1 Luglio 2015

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