Operativo il modello Mistral+ con 14 porti dell’alto Tirreno
Presentato in Provincia a Livorno, il progetto prevede lo sviluppo in rete degli scali per la nautica – Le singole iniziative e gli obiettivi per valorizzare il territorio

Alessandro Franchi
LIVORNO – Un modello integrato strategico trans-frontaliero per le attività del litorale. E’ Mistral+ tra Italia e Francia, che viene finanziato con il fondo europeo di sviluppo regionale e vede in particolare quattro province italiane del Tirreno – Livorno, Lucca, Sassari e Pisa – impegnate su specifici progetti per le attività del litorale basate tra l’altro anche su una rete di porti turistici. Presentato a Livorno dal presidente della Provincia Alessandro Franchi, lo specifico progetto portuale si basa su una rete di 14 scali turistici che spazia dalla Sardegna alla Corsica, dalla Liguria alla Toscana.
[hidepost]Ne è presidente Mario Parmeggiani, amministratore delegato di Porto Lotti (La Spezia). L’obiettivo è allargarsi anche ad altri scali turistici importanti – ha detto Franchi – che per la costa sono un po’ il miglior riferimento qualitativo. E si punta in particolare su porti-modello come Cala de’ Medici di Rosignano.
E’ proprio la Provincia di Livorno quella che nel quadro del progetto transfrontaliero si occupa della rete dei porti turistici, con il sostegno operativo della società Euroblu International. I 14 scali sono – è stato ribadito – un portfolio di splendide location ciascuna diversa e particolare nel suo genere, che si sono unite in un piano per condividere risorse, obiettivi ed attività con un vero e proprio “contratto di rete”. I porti sono: Alghero, Arbatax, Marina di Stintino, Porto Torres, Valdettaro, Marina del Fezzano, Marina del Ponte, Porto Lotti, Yachts Brothers, Porto Azzurro, Rio Marina, Cavo, Port Toga, Saint Florent.
Nessuna perdita di autonomia gestionale, né di capacità concorrenziali per ciascun porto: lo ha ribadito Mario Parmeggiani, che nel progetto è brillantemente spalleggiato da Vittoria Pietrobono. Si tratta di arrivare a una realtà di rete dove tutti mantengono la propria individualità ma operano nel comune interesse del turismo nautico, valorizzando ciascun approdo le peculiarità proprie e in particolare del territorio. Nel “sistema” la Provincia livornese ha lavorato per l’area medicea di Portoferraio ottimizzando la raccolta dei rifiuti differenziati per le barche, mentre a Marciana Marina sono stati riqualificati locali per servizi per i diportisti e a Capraia isola si è costituito un punto di informazioni sul porto, finanziato con fondi europei di sviluppo regionale. Ma sono soltanto alcuni progetti di partenza, che si spera possano presto diventare più numerosi e significativi. In un bel documentario della società Scovavento di Livorno, proiettato prima dei lavori della speciale commissione, la rete dei porti facenti parte di Mistral+ è apparsa come una ricchezza non solo per la nautica da diporto, ma per la cultura, l’economia e l’eno-gastronomia del territori.
Per il resto, Mistral+ ha visto una centrale acquisti realizzata dalla provincia di Lucca (realizzatore la Na.Vi.Go. di Viareggio) mentre la provincia di Pisa con la Navicelli Spa ha messo a punto il CAVE (Cave Automatic Virtual Enrvironment) come ambiente di realtà virtuale sulla ricerca e i test delle scelte progettuali. Sassari a sua volta offrirà una piattaforma e-learning per moduli formativi via web mentre Solenzara, in Corsica ha creato un interessante sistema di illuminazione a risparmio energetico per il porto turistico. Infine Provincia e Camera di Commercio di La Spezia hanno realizzato a Bocca di Mara, con il Comune di Ameglia, una “isola ecologica” per le attività diportistiche e dei cantieri.
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