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Livorno, si draga l’ingresso sud

La bocca sud del porto (foto di Scovavento).

LIVORNO – Era stato annunciato: la gara per il dragaggio della bocca sud del porto, assegnata a metà primavera all’ATI tra Sales e Sidra, sarebbe slittata a fine estate. E così sarà: si parte ad ottobre, secondo le ultime indicazioni da palazzo Rosciano, con l’obiettivo di togliere tra 330 e 400 mila metri cubi di fanghi e di “panchina”, il particolare fondale livornese più consistente dei sedimenti. Il tutto andrà a completare la capacità della seconda vasca di colmata fuori dalla darsena Toscana, coadiuvando al suo consolidamento specie con la “panchina”.[hidepost]

Prima di andare in pensione, quest’estate, il dirigente del settore ambiente dell’Authority livornese ingegner Giovanni Motta aveva portato a conclusione la gara, accettando anche la proposta dell’ATI vincitrice di utilizzare una draga autopropulsa ed autocaricante, invece di piazzare una lunga e sotto certi aspetti costosa condotta tubolare tra le zone di dragaggio e la vasca di colmata. Con quel tipo di draga, il lavoro sarà più veloce ed è comunque assicurato il transito delle navi anche durante le operazioni.

Il nuovo dragaggio è finalizzato ad allargare l’ingresso sud del porto, senza andare ad incidere sul fondale, che in precedenza era stato già ripristinato a 15 metri. L’obiettivo è invece di fornire alle navi più grandi, in particolare nella manovra di uscita dal porto, più acqua per la virata di quasi 90 gradi necessaria per scapolare sia la diga della Vegliaia sia la testata sud della Curvilinea. Sarà così eliminato uno dei punti più delicati per le manovre delle navi: importante anche in vista del nuovo progetto della Darsena Europa visto che almeno per i primi tempi l’unico ingresso potrebbe rimanere quello della bocca sud.

Il consolidamento della seconda vasca di colmata procederà parallelamente a quello della prima, se non precedendolo. Si è infatti conclusa con un non luogo a procedere – totale archiviazione – l’inchiesta della Regione sulle preoccupazioni per eventuali scarichi inquinanti in vasca. E’ stato invece accertato che in entrambe le vasche sono stati conferiti solo materiali non inquinanti: il che permetterà anche di consolidare la prima vasca forando il diaframma impermeabile che a suo tempo fu chiesto dal ministero dell’Ambiente, e che tanti problemi ha creato (e ancora crea) per il consolidamento.

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Pubblicato il
30 Agosto 2017
Ultima modifica
5 Settembre 2017 - ora: 15:55

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