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Anche le oloturie finalmente protette

La presidente di Marevivo Rosalba Giugni, la direttrice Carmen di Penta e il sottosegretario Castiglione.

ROMA – Poco prima delle recenti elezioni politiche, Marevivo ha incontrato il sottosegretario del ministero delle Politiche agricole e forestali Giuseppe Castiglione, per ringraziarlo di aver sostenuto la battaglia in difesa delle oloturie (Echinodermi della classe Holoturoidea, parenti di stelle e ricci di mare), comunemente chiamate “cetrioli di mare” che ha portato all’approvazione del decreto che ne vieta la pesca.

Esistono numerose specie di oloturie – sottolinea una nota di Marevivo – con ruoli ecologici differenti e molte svolgono importanti funzioni nell’ecosistema del Mar Mediterraneo, paragonabili a quelle dei lombrichi negli ecosistemi terrestri. Si tratta di animali che possono raggiungere anche 30 cm o più e scavano nei fondali (proprio come i lombrichi a terra) ingerendo il sedimento e digerendo la materia organica, in esso contenuto. Il sedimento “trattato” viene espulso dall’apparato digerente. Le gallerie permettono l’ingresso di acqua ricca di ossigeno nei sedimenti, favorendo i fenomeni vitali. Il sedimento “trattato” dalle oloturie favorisce l’attecchimento di altri organismi e ne aumenta il benessere.

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Le oloturie sono da sempre mangiate nei Paesi asiatici, dove vengono consumate fresche o essiccate (trepang). Con la richiesta del mercato asiatico si è diffuso il prelievo senza regole che ha impoverito, in poco tempo, il nostro mare rischiando di compromettere il buon funzionamento degli ecosistemi. Recentemente un team di scienziati russi tedeschi e svizzeri hanno estratto da una specie di oloturia una sostanza in grado di frenare forme di cancro alla vescica e di linfomi resistenti alla chemioterapia e molto rimane ancora da scoprire della funzione ecologica di questi organismi (Fonte: Dyshlovoy SA et alii, BMC Cancer 2017).

«Un’altra vittoria, dopo quella sulle microplastiche e cotton fioc – sottolinea Marevivo – con l’arrivo del decreto salva oloturie. In tre mesi siamo riusciti ad ottenere tre leggi in difesa del mare, continuamente minacciato da pesca illegale e inquinamento. Siamo grati al sottosegretario con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, che ha firmato – dichiara Rosalba Giugni, presidente di Marevivo – il decreto tanto sollecitato. Ringraziamo anche il direttore generale Riccardo Rigillo per la sensibilità dimostrata per la tutela delle risorse marine viventi. Come Marevivo esultiamo al divieto di pesca perché le risorse del mare sono fondamentale per tutti e non un profitto per pochi».

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Pubblicato il
10 Marzo 2018

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