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Festa delle acciughe a Gorgona sulle ali di un’antica tradizione

Nella foto: Nicola Di Batte tra il sindaco di Camogli Francesco Olivari e il presidente della Toremar Pietro Dapelo.

GORGONA – Domenica scorsa sull’isola di Gorgona si è svolta per la prima volta la “festa della acciughe, patto di amicizia tra Gorgona, Capraia, e Camogli”. Sulla terrazza belvedere dell’antico monastero gorgonese, alla presenza del direttore della casa di reclusione, dottor Carlo Mazzerbo, il vescovo Mons. S. Giusti, il sindaco di Camogli Francesco Olivari, il camogliese Pietro Dapelo presidente di Toremar, i gorgonesi e i camogliesi, è stato organizzato un pranzo a base di colatura di acciughe e acciughe fritte, preparato e servito dai detenuti. Assenti loro malgrado i capraiesi, che intendevano partecipare ma sono stati bloccati dal vento di scirocco.

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Nella foto: L’afflusso dei partecipanti alla festa nel mini-porticciolo dell’isola.

L’incontro è stata l’occasione per rievocare la “guerra delle acciughe del 1721” e la famosa “crociera dei 100 giorni dei camoglini”. Nel periodo “aureo” delle acciughe di gorgona nei primi dell’800 i “leudi” camoglini per 100 giorni si trasferivano nel mare di Gorgona dove pescavano, quindi salavano con l’aiuto dei gorgonesi, infine vendevano ai mercanti inglesi a Livorno.

La campagna finiva a settembre quando le barche liguri, venduto il pescato, ringraziavano la Madonna di Montenero e tornavano a Camogli per S. Prospero, dove probabilmente si svolgerà il “ritorno” di questa rievocazione.

La pesca delle acciughe, tra il 1700 e l’inizio dell’800, è stata una risorsa fondamentale non solo per la Gorgona, ma anche per tutte le barche specializzate dei camoglini e in parte minore ma altrettanto significativa anche dei capraiesi e della piccola marineria da pesca di Torre del Greco e paraggi. Era talmente abbondante che anche il granduca di Toscana l’aveva regolamentata con appositi editti. E sia a Gorgona che a Capraia – due epicentri della pesca – le popolazioni locali lucravano sulla “stagione” affittando sia in magazzini, sia addirittura le aree dove stendere ad asciugare al sole le reti. La pesca è continuata poi fino a quando a Capraia ha operato la colonia penale che aveva armato un peschereccio, il “Barracuda” e gestiva una “Salata” dove venivano inscatolate le acciughe in apposite lette dipinte a mano dai detenuti, oggi una vera rarità da collezionisti.

Nelle foto: uno degli antichi contenitori di Gorgona, il tavolo della cerimonia di domenica scorsa presieduto da Nicola Di Batte e l’afflusso dei partecipanti alla festa nel mini-porticciolo dell’isola.

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Pubblicato il
13 Luglio 2019

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