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Il Gallanti-pensiero su Livorno

Sviluppo anche verso terra, coordinamento sull’alto Tirreno per un’offerta integrata

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Prima uscita ufficiale del Gallanti-pensiero sul porto di cui è commissario e di cui sarà presto presidente. Non un’intervista – l’uomo è prudente, probabilmente non si sente ancora pronto: meglio un intervento scritto di proprio pugno – ma comunque alcune idee, espresse nello speciale dedicato al porto dal quotidiano livornese “Il Tirreno”, che sembrano guidarlo in modo chiaro (e peraltro già espresse al suo arrivo a Livorno, quando ignorava che ci fosse anche il progetto della darsena Europa): sviluppo dello scalo anche a terra in sinergia con la piattaforma logistica, vasca di colmata attuale da trasformare in area operativa prima possibile, autonomia finanziaria per l’Authority, snellimento della burocrazia portuale (“In Italia tra carte bollate e burocratismi – ha scritto – ci vogliono in media 20 giorni per movimentare un container in esportazione e pochi meno in importazione”).

Niente di sostanzialmente nuovo rispetto a quello che si dice da tempo?

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Qualcosa sembra esserci: e non tanto nei dettagli dell’analisi locale, necessariamente ancora abbozzati, quanto nella visione più allargata dell’uomo, che sembra essere con la testa più al Mediterraneo che in Darsena Toscana, più nella visione globale dello shipping che non soltanto sui problemi della bocca sud livornese troppo stretta e insabbiata. “O ci liberiamo dalla sindrome del provincialismo – ha scritto Gallanti – attivando strategie e sinergie macro/regionali in grado di favorire un’offerta integrata che ci rappresenti nel mondo globalizzato come sistema integrato di hub portuali, oppure saremo destinati a un inesorabile destino”.

Sempre secondo Gallanti Livorno ha ancora un ruolo per il prossimo futuro. “Attraverso l’asse tirrenico Livorno può giocare una partita importante, soprattutto alla luce della nuova centralità assunta dal Mediterraneo”. Ma per farlo, il porto, come tutti i porti, deve “trasformarsi in una vera piattaforma logistica, in grado cioè di movimentare velocemente la merce in banchina per poi manipolarla presso interland terminal adeguati, con ampie superfici e una facile accessibilità viaria e ferroviaria. In questo senso – e qui Gallanti fa capire molto bene quali saranno le sue linee d’azione – i porti dell’alto Tirreno dovranno avere la capacità di porsi all’attenzione delle istituzioni e degli stakeholder internazionali come una realtà coordinata e strutturata … dove dovranno trovare spazio tutte quelle proposte e iniziative che consentano di implementare l’intermodalità e la logistica integrata”.

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Pubblicato il
2 Marzo 2011

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