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Vettosi: Taxonomy dal G20

Fabrizio Vettosi

LIVORNO – “Si è molto dibattuto recentemente circa l’assenza dello shipping su molti tavoli Istituzionali. Effettivamente possiamo affermare che alla nostra industria viene spesso riconosciuto il rango che merita in contesti Internazionali, mentre al livello domestico, come da me affermato in occasione della recente tre giorni di ALIS, lo shipping viene relegato in una posizione di “Serie B”, anzi non viene considerato tra le infrastrutture. Ma ciò è tipico di un Paese che ormai fa fatica a sviluppare un approccio “comprensivo”, o meglio “olistico” e non unicamente politico e populistico. Purtroppo non si comprende che viviamo un contesto logistico in cui, proprio la prevalenza dello short sea e della continuità territoriale merci e passeggeri, non può prescindere dal non considerare la componente marittima-armatoriale quale punto rilevante della catena logistica e trattarla al pari delle altre. Invece, vediamo che si preferisce ancora dare centralità ad un settore 23 volte più inquinante dello shipping (parliamo ancora di “compagnia di bandiera” riferendoci al ben noto caso Alitalia). La partecipazione alla task force Finance and Infrastructure del B20 in cui ho il privilegio di rappresentare Confitarma e ICS è stata una buona occasione per affermare nei vari emendamenti delle drafting session alcuni concetti che spero possano poi riflettersi nel documento finale che sarà indirizzato al G20. In particolare:

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Nella prima delle quattro parti, intitolata Sustainable Finance, abbiamo ribadito la necessità di avere maggiore omogeneità tra le diverse tassonomie applicate per definire ciò che è sostenibile dal punto di vista finanziario, ciò per evitare fenomeni distorsivi attraverso l’accesso facilitato ai capitali sotto determinate legislazioni. Sappiamo bene, infatti, che dallo scorso anno (giugno 2020) è entrato in vigore il regolamento Comunitario n. 852 definito “Taxonomy Regulation” che definisce i criteri di classificazione “green finance” (Technical Screening Criteria) per tutti i codici di attività NACE. La maggiore omogeneità a livello Internazionale dovrebbe scoraggiare accordi privati attivati da varie lobbies di interesse che distorcono la concorrenza.

Nell’ambito della seconda parte (Infrastructure Financing) abbiamo evidenziato come sia necessario creare una forte interrelazione tra soggetti pubblici attivatori di capitale (es. CDP in Italia) ed il capitale privato rappresentato dall’enorme risparmio inattivo, finalizzato alla creazione di strumenti alternativi di capitale (es. un Fondo di Private Debts specializzato sul settore) che possano affiancarsi al tradizionale finanziamento intermediato dalle banche e contribuire al rilancio del settore ed alla preservazione dell’enorme patrimonio di competenze.

Nella quarta parte (Global Regulatory) si è posto l’accento sul fatto che lo shipping deve essere classificato a livello di regolamentazione bancaria nell’ambito del credito alle infrastrutture al fine anche di beneficiare del minor assorbimento patrimoniale previsto per questa classe di finanziamenti.

Ci si augura che progressivamente nel tempo gli obiettivi suddetti possano essere conseguiti, ma come al solito è necessario iniziare ad inculcare tali principi nelle sedi Istituzionali opportune.

Fabrizio Vettosi

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Pubblicato il
17 Luglio 2021
Ultima modifica
19 Luglio 2021 - ora: 14:45

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