Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Sarà terminal unico ro/ro?

Bene la razionalizzazione delle aree, ma i terminalisti vogliono ciascuno la propria identità

LIVORNO – L’obiettivo è ambizioso: anzi, quasi fantascientifico, visto che si tratta di dare un colpo di spugna definitivo a un sistema in auge ormai da oltre mezzo secolo, quello del “porto dei pollai”. Come ha detto il presidente della Port Authority Giuliano Gallanti, quattro terminalisti che operano tutti nello stesso settore dei ro/ro e tutti in un’area del porto dove ciascun terminal è appiccicato agli altri, rappresentano un’anomalia che non aiuta a migliorare il servizio, ma facilita le lotte a scannarsi.

Bella diagnosi, non c’è dubbio. Il problema è che la terapia, a quanto si sente dire dagli interessati, sarà davvero difficile a trovarsi.

[hidepost]

E specialmente sarà difficile trovare l’accordo tra gli interessati: la Sintermar, antico terminal containers oggi convertito per motivi di sopravvivenza, il terminal Lorenzini, l’“intruso” dell’ultimo momento Unicoop e infine quell’LTM dove si sta consumando una guerra sorda ma dura tra i due soci alla pari, la Compagnia-Impresa dei portuali e gli agenti marittimi dell’Agemar.

Gallanti parte da una mossa che tutto sommato è ragionevole: ridisegnare tutta l’area oggi occupata dai traffici ro/ro, con l’intento di farne un unico complesso omogeneo, addirittura un unico terminal. L’incarico ufficiale di ridisegnare questo nuovo assetto è stato dato a Modimar, la società dell’ingegner Novi specializzata in progettazione portuale, quella che ha messo il suo sigillo anche sul “sogno” della Piattaforma Europa. Ma se sarà probabilmente risolvibile senza eccessivi problemi il disegno tecnico di un’unica area specializzata, non sarà affatto facile creare un unico terminalista. “Ciascuno di noi ha contratti propri, clienti da lunga data, relazioni personali e qualche volta ci sono idiosincrasie tra cliente e cliente o tra cliente e terminalista – dice uno degli interessati – che rendono davvero difficile arrivare a un terminalista unico”. Insomma, ben venga il terminal unico come area funzionale e come servizi, per razionalizzare uscite, ingressi, controlli e spazi: ma sembra di capire che Gallanti rischia di prendersi un “niet” in piena faccia se andrà avanti. E una guerra sulla base delle concessioni non sembra né auspicabile né tantomeno producente.

[/hidepost]

Pubblicato il
15 Giugno 2011

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio